Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

IN PRIMO PIANO: eventi e appuntamenti

27 gennaio 2019: Giorno della memoria

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giovedì 20 gennaio 2011

Giornata della Memoria 2011 all'Unical

Università della Calabria Giovedì 27 gennaio


h 9
Aula Magna: Convegno di studi “La parola Ebreo. Auschwitz, 27 Gennaio 1945: Temi, riflessioni, contesti”
Ideazione e organizzazione a cura di Paolo Coen, Manlio Gaudioso, Galileo Violini
Saluti: Giovanni Latorre, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Francesco Mercurio, Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria
Manlio Gaudioso, Galileo Violini, Paolo Coen, Le ragioni del convegno


Prima sessione
Moderatori: Angela Riggio, Giuseppe Spadafora
I ragazzi ascoltano, i ragazzi leggono, i ragazzi riflettono, a cura dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, con relazioni di Chiara Turco (Istituto tecnico commerciale “G. Pezzullo”, Cosenza), Marco Vallone (Liceo classico “P. Galluppi”, Catanzaro), Natale Schettini (Liceo scientifico “Filolao”, Crotone), Giovanni Votano (Liceo scientifico “Leonardo DA Vinci”, Reggio Calabria), Miriam Barbuto (Liceo linguistico “V. Capialbi”, Vibo Valentia)

Seconda sessione
Moderatore: Alfredo Eisinberg

Giulia Spizzichino, Le leggi razziali per una bambina di undici anni
Galileo Violini: Leggi razziali ed emigrazione in Argentina di Professori universitari ebrei
Marcello Buiatti, Dal Manifesto della razza del 1938 AL Manifesto degli scienziati antirazzisti del 2008
Luigi Maierù, Imre Toth: Geometria e libertà
Francesco Bossio: Il rapporto Io-Tu come fondamento pedagogico della relazione in Martin Buber

h 10.30 Teatro Piccolo: Vuoti di memoria, regia di Maximilian Mazzotta, a cura dell’Associazione Liberoteatro
Lo spettacolo è destinato principalmente a studenti delle scuole primarie, secondarie di primo grado e dei primi tre anni delle secondarie di secondo grado

h 10.30 Aula Caldora
Manlio Gaudioso, Cristiana Coscarella, Giovanna Capitelli: L’utopia diviene progetto, il progetto diviene realtà: l’Università della Calabria ieri ed oggi
La conferenza è destinata principalmente a studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado. al termine i ragazzi potranno accedere ad alcune strutture dell’Università attraverso visite guidate.

h 13.00 Mensa dell’Unical: Pausa pranzo

h 14.00 Terza sessione
Moderatore: Pio Colonnello
Antonio Cataldi: Luci ed ombre nel contesto formativo del Pontificio Collegio etiopico tra gli anni Venti e Trenta del Novecento

Giorgio Giannini: Il genocidio dimenticato dei Rom
Alexia Giustini: La corporeità femminile nel sistema concentrazionario nazista
Simone Misiani: La colonizzazione interna e la fondazione della democrazia: Il Mezzogiorno d’Italia e lo Stato d’Israele

Quarta sessione

Moderatore: Giulia Mafai, Paolo Coen
Carlo Fanelli: Teatro e Shoah. Un paradigma ininterrotto
Grazia Maria Fachechi: Dalla gloria di Dio allo Judenstern: Ambiguità e polisemia del giallo dal Medioevo ai nostri giorni
Leonardo Passarelli: Da Barnett Newman a Maurizio Cattelan: “What About Jewish Art?”
Silvio Vigliaturo: Vigliaturo e l’ebraismo, un forte legame spirituale
Giacinto Ferraro: Il Museo italiano dell’ebraismo e della Shoah di Ferrara: La visione di un architetto. Graffiti. Il campo di Ferramonti spiegato dai ragazzi, a cura di Alessandro Gaudio, con relazioni di Susanna Arcuri, Maria Teresa Bauleo, Albino Cozzi, Concettina Lo Gullo, Stefania Mallamaci, Elisabetta Marchio, Maria Teresa Marrazzo, Francesca Tarantino e con la partecipazione di Federica Montanelli.

h 20.00 (ed in replica anche venerdì 28 gennaio) Teatro Piccolo: Vuoti di memoria, regia di Maximilian Mazzotta, a cura dell’Associazione Liberoteatro

mercoledì 19 gennaio 2011

Santa Maria del Cedro per l'amicizia ebraico-calabrese



Da Rete3

Il filmato di una celebrazione che si è svolta domenica 24 ottobre (sì, lo so, sono un po' in ritardo...) a Santa Maria del Cedro, con l'apposizione di una lapide che celebra l'amicizia e la fratellanza tra il popolo ebraico e quello calabrese.

Non solo Ferramonti: gli "internati liberi"

In un precedente post ho parlato di due presentazioni di un volume che si terranno nei prossimi giorni.
Ecco ora qualche maggiore informazione su questo libro.


Una ricerca di Falbo si concentra sulla provincia di Cosenza

Quei paesi che accolsero gli ebrei

“Non solo Ferramonti” e il fenomeno degli internati liberi

Uomini, donne e bambini ebrei internati in provincia di Cosenza (156 quelli individuati), il rapporto con le comunità locali e, in alcuni casi (dodici) il drammatico epilogo ad Auschwitz.
Riemerge dall'oblio della memoria collettiva una modalità poco nota della persecuzione antisemita da parte del regime fascista, il cosiddetto “internamento libero” che coinvolse una ventina di località calabresi, per lo più piccoli e isolati comuni del Cosentino, tranne i pochi casi a maggior carattere 'urbano' di Castrovillari, Rossano e Corigliano.
È drammatico lo spaccato che emerge dal volume dello storico Leonardo Falbo dal titolo “Non solo Ferramonti. Ebrei internati in provincia di Cosenza (1940- 1943)”, pubblicato nella “Collana di studi e ricerche dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea” (Pellegrini Editore, Cosenza 2010, pp. 183, € 15,00).
Il libro colma una lacuna nella ricerca storica calabrese in quanto, attraverso una ricostruzione ben documentata e mette in luce la persecuzione contro gli ebrei, spesso “itine - rante”, che furono isolati in provincia di Cosenza.
Non di rado essigiungevano nellelocalità di destinazione dopo essere stati rinchiusi a Ferramonti o da quei paesini che li accolsero con umanità venivano trasferiti nel campo di Tarsia e in altri paesi ancora. Questi ebrei erano in grande maggioranza provenienti dalla Polonia, manonmancavano gli ebrei tedeschi, austriaci, cecoslovacchi,ungheresi e romeni. La condizione degli “internati liberi” era simile a quella dei confinati politici del fascismo, con in più l'aggravante delle condizioni di vita in tempo di guerra. E il lavoro di Leonardo Falbo punta e mettere in evidenza come nel microcosmo locale possano cogliersi non solo le connessioni con l'ambiente storico di fondo ma anche quegli aspetti umani e sociali che caratterizzano i comportamenti, gli atteggiamenti, l'indole delle popolazioni.
«Il quadro che risulta dalla ricerca - osserva a questo proposito Vittorio Cappelli, docente di Storia Contemporanea all'Unical, nella prefazione al volume - mostra il carattere pervasivo e diffuso della persecuzione antiebraica anche in una remota periferia, dove le parole d'ordine del regime in termini di razzismo e antisemitismo giungono assai smorzate e sfumano infine, fino a scomparire nella dimensione solidaristica delle comunità locali, dove il senso di territorialità derivante dall'antico isolamento aveva il suo reciproco nel culto dell'ospitalità».
La diffidenza nei confronti degli sconosciuti stranieri, evidenzia ancora Cappelli, “era sciolta rapidamente dalla curiosità. E gli ebrei entravano in relazione conle comunitàlocali, disattivando la carica più aggressiva delle disposizioni persecutorie del fascismo» Merito di non poco conto di questa ricerca è la capacità di illuminare, in modo assai più capillare e disteso rispetto al caso ormai noto di Ferramonti, la labilità dei confini tra il comando politico del totalitarismo fascista e la reattività sociale e culturale, anche nell'accezione antropologica del termine, delle molteplici periferie della Penisola.
Non si tratta, beninteso, di riesumare gli equivoci relativi ad una presunta “bontà” italiana. Falbo, da storico attento, non cade nella trappola.

Treno della Memoria 2011

Treno della Memoria 2011

Con il Treno della Memoria 2011 partiranno oltre 100 giovani dalla Calabria, dalle città di Lamezia Terme, Polistena, e da tanti piccoli comuni della provincia di Reggio Calabria.
I partecipanti calabresi seguiranno tutto il percorso educativo nazionale, costituito da quattro incontri precedenti al viaggio e quattro incontri successivi al viaggio.
La Regione ha partecipato per la prima volta al Treno della Memoria nel 2010 con oltre 150 giovani che hanno mostrato grandissimo entusiasmo per il progetto, diffondendo la loro testimonianza dell’esperienza sul territorio, da cui sono arrivate numerosissime richieste di partecipazione.

Il progetto è reso possibile dal sostegno della Provincia di Reggio Calabria, dei Comuni di Lamezia Terme e Polistena.

Associazione Terra del Fuoco Mediterranea
Laura Preite (+39)3491439129
laura.preite@terradelfuoco.org

Associazione Terra del Fuoco
Dott.ssa Francesca Poli Cell. +39 328 1180399
francesca.poli@terradelfuoco.org

(nel 2010, grazie all'interessamento di Antonio Sorrenti e del nostro sindaco, hanno partecipato anche alcuni studenti, di Monasterace; quest'anno, sempre grazie ad Antonio Sorrenti, è invece prevista la partecipazione di studenti di Stilo, Bivongi e Pazzano)


Da ApprodoNews - 17 novembre 20190
Lamezia Terme, 50 studenti parteciperanno all'edizione 2011 del "Treno della Memoria" per ricordare le feroci stragi naziste
Stamane avvenuto l'incontro tra il sindaco Gianni Speranza, gli assessori Rosario Piccioni e Giusi Crimi, e i dirigenti delle scuole cittadine

Il comune di Lamezia Terme parteciperà quest'anno all'edizione 2011 del “Treno della Memoria”.
Il sindaco Gianni Speranza ha incontrato, questa mattina insieme all'assessore alle politiche giovanili, Rosario Piccioni, e all'assessore con delega ai rapporti con le scuole, Giusi Crimi, i dirigenti scolastici delle scuole superiori della città per illustrare loro il progetto al quale parteciperanno 50 giovani studenti lametini.
Il “Treno della Memoria” è un percorso formativo e un viaggio educativo nella storia attraverso i luoghi della Seconda Guerra Mondiale e le testimonianze dirette dei terribili fatti di quel periodo.
I 50 studenti lametini selezionati partiranno con altri ragazzi provenienti dalla provincia di Reggio Calabria, dalle Marche, dalla Sicilia, dall'Emilia Romagna, dalla Puglia, dal Trentino Alto Adige e dal Piemonte (regione da cui parte il progetto). Insieme, tutti i partecipanti avranno l’opportunità di incontrarsi e vivere insieme un'esperienza che, approfondendo le tematiche storiche e sociali di quella che è stata una delle sciagure più terribili del nostro tempo, li porta ad essere testimoni di quegli eventi.
Il viaggio, fatto appositamente in treno ripercorrendo simbolicamente i binari che portavano i prigionieri nei campi di lavoro e di sterminio, ha la durata di 6 giorni ed è diretto alla città di Cracovia. La tappa più intensa, fulcro del Treno della Memoria, è la visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.
Il Treno della Memoria vuole, dunque, essere appositamente un’esperienza molto forte e toccante, che vede un partecipazione attiva dei giovani partecipanti coinvolgendoli in riflessioni profonde.
Partendo dalla storia come approfondimento del fenomeno della Seconda Guerra Mondiale, si arriva al concetto di memoria, intesa come personalizzazione dei tragici fatti accaduti; visitando i luoghi che rimarranno per sempre “impregnati” di sofferenza e percependo come milioni di persone abbiano perso la dignità dei diritti umani, i ragazzi superano il concetto del ”non dimenticare” capendo che il “non deve accadere mai più” dipende dallo sforzo collettivo di tutti.
Il comune di Lamezia Terme si è impegnato a sostenere i costi complessivi del progetto, ad ogni partecipante sarà richiesta una quota di partecipazione di 60,00 €.
Prima della partenza, prevista per il mese di febbraio, i ragazzi prenderanno parte a 4 incontri di formazione, previsti per il mese di dicembre, durante i quali verranno introdotti al progetto e preparati alla partenza.
Al rientro dal viaggio e a conclusione del percorso formativo del “Treno della memoria” i ragazzi parteciperanno a degli ulteriori incontri di approfondimento e di sintesi.

Finanziamenti per la Sinagoga di Bova Marina

Quotidiano della Calabria - Martedì 18 gennaio 2011

Particolare della Menorah, nel mosaico
pavimentale della Sinagoga di Bova Marina
,
dal sito del parco archeologico ArcheoDeri

Due beni verso la riqualificazione. Stanziati fondi per la sinagoga e l’area di S. Pasquale
Dalla Regione 600mila euro per Bova
di Enza Cavallaro

La Regione stanzia 600 mila euro per Bova Marina. Anche l’area di San Pasquale e la sinagoga di Bova Marina rientrano tra i trenta interventi di valorizzazione e tutela dei beni culturali che saranno finanziati dalla Giunta Regionale. Seicentomila euro dei ventotto milioni stanziati vanno a Bova Marina.
Una scelta ben precisa, secondo Caligiuri, che sottolinea “l’importanza di questi investimenti per l’intera economia regionale” La “Sinagoga “di Bova Marina è una delle poche testimonianze certe degli insediamenti di comunità ebraiche nel meridione di Italia ed è l’unica sinagoga antica scoperta in Italia dopo quella di Ostia risalente al I secolo d.C. Qui i visitatori con il suono dello shofar, corno di ariete che assume significato di redenzione e classici canti si sono riuniti in preghiera.
La Sinagoga
, sita in località “Delia” di San Pasquale, è venuta alla luce nel 1983 ed è riferibile al IV secolo d.C. Le fondazioni murarie appartengono ad un edificio orientato a Sud-Ovest composto da due nuclei principali e una terza parte che, in base alle tentate ricostruzioni,dovrebbe corrispondere all’accesso alla Sinagoga. Nella parte centrale sono stati rinvenuti, peraltro, alcuni resti di pavimentazione musiva, il che induce ad identificare il vano con l’”aula della Preghiera” dotata di una cavità nella parete semicircolare, dove veniva custodita la Torah,i due rotoli della Legge.

Nodo di Salomone,
particolare della Sinagoga di Bova Marina
,
dal sito del parco archeologico ArcheoDeri

In attesa della costruzione del museo a San Pasquale.
La descrizione della sinagoga suddetta che si riferisce al IV secolo subisce, però, una trasformazione planimetrica nel VI secolo d.C. La struttura venne infatti cambiata, vennero spianati i dislivelli di terreno, rasi al suolo i vani orientati a sud-ovest, abbattuti vari ambienti. L’”aula della preghiera” venne anch’essa modificata e parte della pavimentazione musiva fu rimossa. Nell’aula comparve un secondo mosaico posto all’interno della balaustra raffigurante il “nodo di Salomone” e l’edificio di culto si arricchì di nuovi ambienti.
Nel vano posizionato a Nord gli scavi hanno portato alla luce un grosso contenitore di olio infossato nel terreno e soprattutto una brocca che infossata nel pavimento conteneva uno scrigno di 3070 monete bronzee. Sono comparsi, inoltre, i resti di un’antica necropoli e parecchie anfore d’argilla di manifattura ebraica, ciascuna delle quali è marchiata con un bollo che riproduce la “Menorah”.
La scoperta della sinagoga di Bova Marina ha, quindi, un valore storico archeologico importantissimo. Essa è una delle poche testimonianze certe degli insediamenti di Comunità ebraiche nel Meridione di Italia.
Gli ebrei dell’antica Delia si stanziarono colà per motivazioni strategiche ed economiche. Delia era infatti, un centro di “statio”ossia una stazione che attraversava l’antica stradagreco-romana econducevada Reggio Calabria a Taranto.
L'area non è ancora a tutt'oggi completamente esplorata, ma dovrebbe trattarsi con ogni probabilità di un piccolo villaggio in prossimità della strada costiera che, in antico, collegava Reggio conle altre località poste lungo la costa ionica. Con buona probabilità il sito è identificabile con l'antica Scyle, indicata, con diverse varianti, negli Itineraria antichi. Già il Catanea-Alati notava che accanto alla contrada Deri si conserva in un luogo il toponimo Scillàca o Scilliàca.
Inaugurato a BovaMarina, al quarantottesimo chilometro della statale Jonica 106, il parco archeologico della Vallata di San Pasquale, comprendente l’antiquarium e il centro di documentazione per il Patrimonio culturale e l’ebraismo. Una perla della Calabria grecanica oltre che una vestigia prestigiosa della comunità ebraica nelle zone limitrofe alla Rhegion romana.
Il Parco archeologico della Vallata del San Pasquale - ArcheoDeri, è la testimonianza concreta dell’utilizzo diquest’area ionica, in età romana imperiale, anche da parte di una comunità ebraica.All’interno di questa area sottoposta a vincolo archeologico si trova il complesso edilizio appartenente ai baroni Nesci di Sant’Agata costituito dalla residenza signorile, oggi in stato di rudere, dalla cappella privata e dai manufatti utilizzati per la lavorazione del bergamotto e delle olive di cui fa parte l’ex frantoio, struttura interessata dal progetto del parco. Questo fabbricato ha una datazione che può farsi risalire, dalle notizie dirette raccolte dagli eredi Nesci, agli inizi delXX secolo, probabilmente intorno agli anni Venti. L’ex frantoio è stato ristrutturato per ospitare al suo interno un Centro di documentazione del territorio, con spazi da dedicare ad attività culturali e formative in materia di salvaguardia e conservazione dei beni culturali e ambientali del territorio (convegni, seminari, corsi di formazione, stage) e uno spazio espositivo al piano terra dedicato al territorio e alla cultura ebraica.

Giornata della Memoria 2011 nel Cosentino

Ecco una (prima?) presentazione di iniziative organizzate in Calabria per la Giornata della Memoria 2011.
So che particolarmente nutrito è il programma dell'Università della Calabria, di Cosenza: spero di poterne riferire al più presto.
Purtroppo, sebbene sappia che molte cose vengono organizzate, non ho al momento notizie precise su altre province: sarei grato di qualsiasi informazione in merito.

Venerdì 21 Gennaio Teatro Spezzano Albanese (CS)
Giornata della Memoria 2011
Spettacolo teatrale
“Terezin. Le farfalle non volano qui"
Prezzo: Euro 4.00
Adattamento, regia: Massimo Costabile

Con Antonella Carbone
Scene: Michele De Santis
Disegno luci: Mario Giordano
Organizzazione: Renato Costabile
La Compagnia Teatrale Lalineasottile di Castrolibero, anche quest’anno, propone, in ricorrenza della Giornata della Memoria, lo spettacolo “Terezin. Le farfalle non volano qui”, regia Massimo Costabile, interprete Antonella Carbone. Una proposta di teatro/narrazione in cui si affronta la terribile realtà dei bambini che furono internati nel lager di Terezin prima di essere uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori ad Auschwitz. Nel campo di concentramento di Terezin furono rinchiusi 15.000 bambini di cui solo qualche centinaia riuscì a sopravvivere. Durante il periodo di internamento i bambini, tutti al di sotto dei 14 anni, riuscirono a scrivere poesie e comporre disegni. Attraverso le loro opere, i bambini di Terezin hanno continuato a vivere e a comunicare i loro sentimenti, le paure, il terrore, la rabbia, l’angoscia, l’ansia, le speranze, i sogni dei loro ultimi giorni. Disegni e poesie che descrivono la vita squallida del ghetto, ci comunicano un senso di oppressione e un’angoscia che toglie il respiro. Disegni e poesie che richiamano il sogno, il ricordo, la speranza, il desiderio di ritornare a vivere.
Con l’ausilio di qualche oggetto e di immagini/video l’attrice, sola in scena, nel doppio ruolo di narratrice e di superstite, ci fa rivivere da una parte, le sofferenze, le paure, la disperazione, la solitudine nel campo di concentramento di Terezin e dall’altra, attraverso i disegni e le poesie, la speranza dei bambini di rivedere di nuovo una farfalla volare sui prati. Si ricrea quello che i bambini di Terezin hanno cercato di rispondere con la loro dolcezza e con il loro infantile dolore ad uno dei più allucinanti avvenimenti dell’ultimo conflitto mondiale.

Da CalabriaOnLine
Lunedi 24 Gennaio ore 15.30
Arcavacata di Rende, Dipartimento di Sociologia e scienza, Unical

In occasione della giornata di commemorazione delle vittime dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, l'Università della Calabria-Facoltà di Scienze Politiche organizza "Memorie d'Europa", in collaborazione con: Dottorato “Gunder Frank”, Ossidiana - Osservatorio sui processi culturali e la vita quotidiana, Fondazione Ferramonti e Fondazione Rubbettino.

Da Italia-Liberazione
Mercoledì 26 gennaio 2011, ore 10:30 - Aprigliano (Cs)
"Shoah, ebrei internati in provincia di Cosenza"
Presso l'Auditorium dell'Istituto Comprensivo di Aprigliano si terrà una manifestazione per la Giornata della Memoria. Intervengono: prof. Pierluigi Fiore (Dirigente scolastico I.C. di Aprigliano); prof. Leonardo Falbo (Docente comandato - Responsabile Sezione Didattica ICSAIC).

Da Italia-Liberazione
Mercoledì 26 gennaio 2011, ore 10:00 - Cleto (CS)
"Per non dimenticare"
Presso l' Istituto comprensivo di Aiello Calabro - Sezione di Cleto (CS) si terrà una manifestazione per ricordare la Shoah. Intervengono : prof. Giuseppe Masi (Direttore dell'ICSAIC); prof.ssa Caterina Policicchio (Dirigente scolastico Istituto comprensivo Aiello
Calabro).

Dal blog di Paolo Coen
Cosenza, Università della Calabria.
Giovedì 27 gennaio alle 9.00 in Aula Magna
si terranno in Aula Magna le celebrazioni per la Giornata della Memoria, che quest'anno porterà il titolo La parola Ebreo, ispirato al romanzo di Rosetta Loy.

Com'è noto e come sancito dalla legge, la Giornata è dedicata alla Shoah, ovvero allo sterminio degli Ebrei d'Europa durante la Seconda Guerra Mondiale e, insieme alla Shoah, ad ogni sterminio o discriminazione compiuti su base 'razziale', religiosa o sessuale. In passato ci siamo perciò anche occupati di quanto successo agli omosessuali, ai testimoni di Jeovah, agli Armeni, alle donne e agli Indios amazzonici: quest'anno avremo occasione di riflettere sui Rom e ancora una volta sulla speciale sorte toccata alle donne.
Già ora è possibile anticipare qualcosa del programma del 2011.
Le celebrazioni avranno inizio a Roma il 26 gennaio alle 17.30 con la presentazione presso l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana del volume La Memoria e la Storia. Auschwitz, 27 gennaio 1945, a cura di Paolo Coen e Galileo Violini, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010.
Il giorno successivo, giovedì 27 gennaio, ci sposteremo presso l'Università della Calabria. Vi saranno come al solito diverse novità. Per esempio una serie di iniziative legate alla stretta collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, che porteranno fra l'altro
alla realizzazione a beneficio degli studenti delle scuole superiori di apposite visite guidate della stessa Università.

Da Italia-Liberazione
Giovedì 27 gennaio 2011, ore 16:30 - Rogliano (CS)
"Tra Ferramonti e Rogliano "
A cura della Sezione Didattica dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea, con il patrocinio del Comune di Rogliano e della "Luigi Pellegrini Editore", presso la Casa delle Culture, viene allestita la mostra storico-documentaria "Tra Ferramonti e Rogliano". La mostra rimane esposta fino al 15 febbraio 2011.

Da Italia-Liberazione
Giovedì 27 gennaio 2011 - Rogliano (CS)
Con il patrocinio dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea, del Comune di Rogliano e della "Luigi Pellegrini Editore", presso la Casa delle Culture, viene presentato il libro di Leonardo Falbo "Non solo Ferramonti. Ebrei internati in provincia di Cosenza (1940-1943)" Pellegrini Editore, Cosenza 2010.
Interventi:
Dott. Mario Altomare (Assessore alla Cultura Comune di Rogliano);
Avv. Giuseppe Gallo (Sindaco Comune di Rogliano);
Prof. Pantaleone Sergi (Docente di Storia del Giornalismo - Università della Calabria - Presidente Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea)
;
Prof. Vittorio Cappelli (Docente di Storia Contemporanea - Università della Calabria).
Saranno presenti l'autore e l'editore.


Da Italia-Liberazione
Sabato 29 gennaio 2011, ore 17:00 - Lungro (CS)
Giornata della Memoria
Presso la Sala del Consiglio Comunale sarà presentato il volume di Leonardo Falbo "Non solo Ferramonti. Ebrei internati nella provincia di Cosenza (1940-1943)", Pellegrini Editore, Cosenza 2010.
Interventi:
Prof. Giuseppino Santoianni (Sindaco del Comune di Lungro);
Prof. Giovan Battista Rennis (Assessore alla Cultura del Comune di Lungro);
Prof. Giuseppe Masi (Direttore Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea);
Prof. Leonardo Falbo (Docente comandato - Responsabile della Sezione Didattica dell'ICSAIC)




Mirto-Crosia (CS)
Sabato 29 gennaio alle ore 17.00 Presso il Pala-Teatro comunale si celebrerà la Giornata della Memoria 2011
Partecipano alle discussioni:
Gerardo Aiello (Sindaco di Crosia)
Pierpaolo Cetera (Associazione Soci@l)
Gianni Mazzei (scrittore, docente)
Franco Rizzo (Circolo Culturale di Mirto-Crosia)
Natale Vulcano (Associazione 25 Aprile- Marco De Simone)
Seg
uirà proiezione del film L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, prodotto da Aranciafilm (Italia 2009)
Saranno presenti il regista e il produttore Simone Batini

La memoria e la storia: indice e relatori

Qualche giorno fa avevo segnalato la presentazione del volume "La memoria e la storia", che si svolgerà a Roma il 26 gennaio. Qui aggiungo maggiori informazioni, "rubate" al blog di Paolo Coen, docente presso l'Università della Calabria e curatore del volume, che ringrazio.
Mercoledì 26 gennaio 2011, ore 17.30
Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana

Piazza dell’Enciclopedia Italiana, 4 (zona di piazza Argentina)


Presentazione del volume

La Memoria e la Storia.

Auschwitz, 27 gennaio 1945: temi, riflessioni, contesti

a cura di Paolo Coen e Galileo Violini

con una presentazione di Luciano Violante

Rubbettino, Soveria Mannelli 2010

Relatori

Luciano Violante, Marisa Dalai, Francesco Ferretti, Antonella Salomoni

Saranno presenti

Il Magnifico Rettore dell’Università della Calabria Giovanni Latorre ed i curatori

Descrizione del volume

Il volume contiene le relazioni presentate nel convegno internazionale di studi La Memoria e la Storia. Auschwitz , 27 gennaio 1945: temi, riflessioni, contesti, svoltosi ad Arcavacata di Rende, in provincia di Cosenza, il 27 gennaio del 2007, in occasione della prima Giornata della Memoria dell’Università della Calabria. I convegnisti - la maggior parte dei quali studiosi di fama internazionale - affrontarono allora il tema da punti di osservazione diversi, con il risultato di offrire risposte concrete a molti degli interrogativi che ancor oggi gravitano intorno alla Shoah: basta infatti scorrere l’indice - qui accluso - per vedere come accanto alla storia il libro annoveri la filosofia, la psicologia, il diritto, la museologia e la letteratura.

La Memoria e la Storia costituisce il primo risultato editoriale di una serie che, sempre collegata alle Giornate delle Memoria dell’Università della Calabria, interpreta l’esperienza della Shoah in termini estensivi, ossia di più generale apertura nei confronti dell’Altro. Lo sterminio degli Ebrei d’Europa - inteso come un evento unico e irripetibile nella storia dell’Uomo e come tale mai genericamente assimilabile ad altri genocidi - è dunque impiegato al fine razionalizzare anche altri episodi di annientamento o di discriminazione, in linea del resto vuoi con il dettato della Legge della Memoria del 2000, vuoi con quanto attuato in istituti educativi d’eccellenza in materia di Olocausto, quali per esempio Yad Vashem a Gerusalemme o il Simon Wiesenthal Center a Los Angeles.

In tal modo il volume sottolinea il ruolo dell’Università della Calabria nel settore della formazione, ruolo tanto più significativo considerato l’attuale momento storico. La Calabria - ma il discorso potrebbe facilmente estendersi a buona parte dell’Italia meridionale - dopo avere tradizionalmente vissuto sulla pelle il dramma dell’emigrazione, negli ultimi anni si trova difatti alle prese con fenomeni di segno opposto, vale a dire - come insegna il caso di Rosarno - con problemi di razzismo e d’integrare positivamente nei circuiti sociali e lavorativi un massiccio numero di persone provenienti dall’estero e in particolare dall’Africa. Problemi che sono naturalmente acuiti dalle difficoltà nel controllo del territorio e dalla crisi economica generalizzata. Non certo a caso, dunque, si è scelto di aprire La Memoria e la Storia con le parole pronunciate da Luciano Violante al principio dei convegno del 2007: “Ovunque esiste un principio di discriminazione avviene una frattura dell’umanità, perché si rompe il senso unitario che ci fa appartenere ad una comunità”.

Indice del volume

Paolo Coen, Le ragioni del convegno e la prima Giornata della Memoria dell’Università della Calabria: istruzioni d’uso e manutenzione

Luciano Violante Presentazione. La Giornata della Memoria e il valore della Shoah nelle moderne istituzioni democratiche

Giuseppe Talamo Gli ebrei in Italia

Galileo Violini Le leggi razziali del 1938 in Italia: precedenti, statuto giuridico e applicazione

Raffaella di Castro La memoria della Shoah nelle memorie della terza generazione

Cesare Colafemmina Alcuni precedenti di antisemitismo nell’Italia meridionale e in Sicilia

Sonia Vivacqua La persecuzione degli Ebrei in Russia

Paolo Coen Stiamo o non stiamo camminando sulla nostra ombra? Per una museologia della Shoah

con appendici di Chiara Strangis e di Alessandra Carelli

Paola Helzel Leggi razziali e principio di legalità

Sante Maletta “Non ho mancato l’appuntamento con me stesso”. La memoria dei Giusti e il legame civile

Alberto Cavaglion Il futuro della memoria è la letteratura? Qualche osservazione preliminare

Carlo Spartaco Capogreco Il campo di Ferramonti e l’esperienza della Fondazione

Carlo Carbone Revisionismo, genocidio e politica internazionale

Felice Cimatti L’impossibilità di un’esperienza integrale, ovvero il paradosso del ricordare

Manuela Vesci Le leggi del razzismo

Marco Piazza La sostituzione del passato tra verità e finzione. Modelli filosofici e narrativi della recente letteratura della Shoah


I relatori

Luciano Violante è nato il 25 settembre 1941 a Dire Daua, in Etiopia - dove il padre, giornalista e comunista, era stato costretto ad emigrare - all’interno di un campo di concentramento inglese: vi sarebbe rimasto insieme alla famiglia fino al 1943.

Dal giugno 2006 è Presidente della I Commissione del Parlamento Italiano (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni). È stato deputato dal 1979 al 2008, prima nelle liste del PCI, poi in quelle del PDS, dei Ds-l'Ulivo e dell'Ulivo. Dal 1980 al 1987 è stato responsabile per le politiche della giustizia del PCI. Il 10 maggio 1996 è stato eletto Presidente della Camera dei Deputati per la XIII legislatura, caratterizzata da un forte impegno nella trasparenza, nella modernizzazione, nell'apertura alla società e nella proiezione internazionale. Da Presidente della Camera ha guidato nel 2000 l’iter della cosiddetta legge sulla Memoria, alla base delle odierne Giornate della Memoria.

È professore ordinario di istituzioni di diritto e procedura penale presso l’Università di Camerino. Laureato in giurisprudenza a Bari nel 1963 è entrato in magistratura nel 1966. Nel 1970 è divenuto libero docente di diritto penale presso l’università di Torino, dove dal 1974 al 1981 è stato professore incaricato di Istituzioni di diritto pubblico. Giudice istruttore a Torino fino al 1977, dal 1977 al 1979 ha lavorato presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, occupandosi prevalentemente della lotta contro il terrorismo. Ha fatto parte della Commissione d'inchiesta sul caso Moro, della Commissione Antimafia, del Comitato parlamentare per i servizi di sicurezza, della Commissione per la riforma del codice di procedura penale, della Commissione Giustizia e della Giunta per il Regolamento della Camera dei Deputati. È stato Presidente della Commissione Antimafia dal settembre 1992 al marzo 1994. Dal 1994 al 1996 è stato Vice Presidente della Camera dei Deputati

Ha scritto Non è la Piovra , Einaudi, 1994; Cantata per i bambini morti di Mafia, Bollati e Borighieri, 1996; L’Italia dopo il 1999, la sfida per la stabilità, Mondadori, 1999; Le due libertà. Contributo per l’identità della sinistra, Laterza, 1999; Il ciclo mafioso, Laterza, 2002; Un mondo asimmetrico, Einaudi, 2003; Il prato dei Quarzi, Le Chateau, 2004; Secondo Qoèlet. Dialogo fra gli uomini e Dio, Piemme, 2006; Lettera ai giovani sulla Costituzione, 2007; Dieci passi per evitare il fallimento del Partito Democratico, Piemme, 2007. Ha curato il Dizionario delle istituzioni e dei diritti del cittadino, Editori Riuniti, 1996; tre Rapporti sulla Mafia, Laterza, 1996-1998; dei volumi La criminalità, Legge, Diritto, Giustizia e Il Parlamento, tutti e tre negli Annali della Storia d’Italia, Einaudi, 1997, 1998, 2001.


Marisa Dalai è stata dal 1992 al 2008 Professore ordinario di Storia dell’arte moderna e di Museologia alla “Sapienza” di Roma, dopo avere insegnato Storia della critica d’arte nelle università di Milano, Napoli, Genova. I suoi interessi di ricerca vertono sulle relazioni tra arte e scienza nel Rinascimento e in particolare sulla storia della prospettiva. Oltre agli studi sui conoscitori dell’Ottocento, ha organizzato mostre e dedicato contributi critici alla produzione figurativa italiana tra diciannovesimo e ventesimo secolo. È presidente dell’Edizione nazionale degli scritti su Piero della Francesca e Soprintendente della Galleria dell’Accademia di San Luca, a Roma. Affianca all’impegno per la salvaguardia dei beni culturali, in particolare nelle crisi sismiche, l’interesse per la storia delle istituzioni artistiche - il Museo specialmente - e per l’educazione al patrimonio.


Francesco Ferretti è professore associato di Filosofia e teoria dei linguaggi presso l’Università “Roma Tre”. I suoi interessi di studio riguardano l’analisi della mente e del linguaggio in una prospettiva cognitiva. La sua attività di ricerca comprende l’analisi dei processi di produzione-comprensione linguistica, lo studio delle rappresentazioni mentali, l’origine della mente e della cultura in un’ottica evoluzionistica e naturalistica.

È autore di Filosofia della mente e scienze cognitive, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1997 (con Elisabetta Gola); La mente degli altri: prospettive teoriche sull’autismo, Editori Riuniti, Roma 2003; Perché non siamo speciali. Mente, linguaggio e natura umana, Laterza, Roma-Bari 2007; Pensare vedendo: le immagini mentali nella scienza cognitiva, Carocci, Roma 2008; Alle origini del linguaggio umano. Il punto di vista evoluzionistico, Roma-Bari 2010. Ha curato il Comunicazione e scienza cognitiva, Laterza, Roma-Bari 2008 (con Daniele Gambarara); Dizionario di scienze cognitive: neuroscienze, psicologia, intelligenza artificiale, linguistica, filosofia, Editori Riuniti, Roma 2000.

Antonella Salomoni è professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria, dove insegna anche Storia dei diritti umani e della cittadinanza. Studiosa di storia della Russia, si è occupata di economia e società nel periodo rivoluzionario, delle forme di radicalismo religioso in epoca zarista, del genocidio degli Ebrei sovietici durante il secondo conflitto mondiale, della transizione post-comunista nell’Europa orientale.

È autrice di numerosi volumi, tra i quali si segnalano: Il pensiero religioso e politico di Tolstoj in Italia, Firenze, Olschki, 1996; Il pane quotidiano. Ideologia e congiuntura nella Russia sovietica, Bologna, Il Mulino, 2001; L’Unione Sovietica e la Shoah. Genocidio , resistenza, rimozione, Bologna, Il Mulino, 2007, trad. francese Paris, La Découverte , 2008; València, Universidad de València, 2010; Premio per la Storia Luigi Salvatorelli e Premio della Fondation pour la Memoire de la Shoah. È inoltre curatrice di M. Foucault, Les anormaux. Cours au Collège de France. 1974-1975, Paris, Gallimard-Le Seuil, 1999, trad. italiana Milano, Feltrinelli, 2000. Sta attualmente portando a compimento per l’editore Il Mulino un volume sull’eccidio nazista di Babi-Jar (Kiev, settembre 1941)

I curatori

Paolo Coen (Bienne, Svizzera, 1967) è ricercatore in Storia dell'arte moderna presso l'Università della Calabria. Specialista di pittura, grafica, mercato d'arte e discipline del Museo fra il quindicesimo e il diciottesimo secolo, ha al suo attivo alcune decine fra saggi e monografie, l'ultima delle quali uscita nel giugno scorso (Il mercato dei quadri a Roma nel diciottesimo secolo. La domanda, l'offerta e la circolazione delle opere in un grande centro artistico europeo, con una prefazione di Enrico Castelnuovo, Firenze, Olschki, 2010).

Insieme a Manlio Gaudioso ed a Galileo Violini ha ideato e organizzato a partire dal 2007 le Giornate della Memoria dell’Università della Calabria, ora alla quinta edizione. All’interno del medesimo Ateneo nel 2009 e nel 2010 ha inoltre ideato e organizzato insieme a Francesco Bossio e con il sostegno dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria il primo e il secondo corso in Storia e didattica della Shoah, principalmente a beneficio di insegnanti e dirigenti scolastici.

Galileo Violini è un fisico teorico, professore prima all’Università “ La Sapienza ” di Roma e dal 1987 all’Università della Calabria, dove è il Delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali.

È stato co-fondatore nel 1985 e direttore fino al 1994 del Centro Internacional de Fisica (CIF) di Bogotà. Successivamente direttore di un programma dell’Unione Europea per la ricostruzione fisica e scientifica dell’Universidad de El Salvador, dopo la guerra civile e il terremoto. Nel 1998-1999 è stato responsabile dei programmi scientifici di educazione superiore presso l’Ufficio Regionale dell’UNESCO di Santiago del Cile e nei due anni successivi rappresentante dell’UNESCO in Iran e direttore dell’Ufficio UNESCO di Teheran.

Nel 1995 ha ricevuto il premio Weathley della Società Americana di Fisica per la creazione e direzione del CIF. Nel 2001 è stato nominato fellow della Società Americana di Fisica “per il suo ampio contributo alla Fisica, allo sviluppo di nuovi programmi internazionali e alla promozione della collaborazione internazionale tra paesi avanzati e in via di sviluppo”. Dal 2007 è uno degli organizzatori dei convegni per il Giorno della Memoria presso l’Università della Calabria.

lunedì 17 gennaio 2011

La memoria e la storia

La memoria e la storia
Mercoledì 26 gennaio 2011, h. 17.30, presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, piazza dell’Enciclopedia Italiana, 4 - Roma

Una panoramica del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia,
dal sezione del sito dell'Istituto tecnico - settore tecnologico e Liceo scientifico delle scienze applicate G.B. Pentasuglia di Matera
dedicata a Ferramonti

Sarà presentato il volume La Memoria e la Storia. Auschwitz, 27 gennaio 1945: temi, riflessioni, contesti, a cura di Paolo Coen e Galileo Violini con una presentazione di Luciano Violante, editore Rubbettino, Soveria Mannelli 2010.
All’incontro saranno presenti Luciano Violante, Marisa Dalai, Francesco Ferretti, Antonella Salomoni ed i curatori.
Il saluto dell’Università verrà portato dal Prof. Giovanni Latorre, Rettore dell’Università della Calabria.
Il volume contiene le relazioni presentate nel convegno internazionale di studi La Memoria e la Storia. Auschwitz, 27 gennaio 1945: temi, riflessioni, contesti, svoltosi ad Arcavacata di Rende, in provincia di Cosenza, il 27 gennaio del 2007, in occasione della prima Giornata della Memoria dell’Università della Calabria. I convegnisti - la maggior parte dei quali studiosi di fama internazionale - affrontarono allora il tema da punti di osservazione diversi, con il risultato di offrire risposte concrete a molti degli interrogativi che ancor oggi gravitano intorno alla Shoah: basta infatti scorrere l’indice - qui accluso - per vedere come accanto alla storia il libro annoveri la filosofia, la psicologia, il diritto, la museologia e la letteratura.


La Memoria e la Storia costituisce il primo risultato editoriale di una serie che, sempre
collegata alle Giornate delle Memoria dell’Università della Calabria, interpreta l’esperienza
della Shoah in termini estensivi, ossia di più generale apertura nei confronti dell’Altro. Lo
sterminio degli Ebrei d’Europa - inteso come un evento unico e irripetibile nella storia
dell’Uomo e come tale mai genericamente assimilabile ad altri genocidi - è dunque
impiegato al fine razionalizzare anche altri episodi di annientamento o di discriminazione,
in linea del resto vuoi con il dettato della Legge della Memoria del 2000, vuoi con quanto
attuato in istituti educativi d’eccellenza in materia di Olocausto, quali per esempio Yad
Vashem a Gerusalemme o il Simon Wiesenthal Center a Los Angeles.
In tal modo il volume sottolinea il ruolo dell’Università della Calabria nel settore della
formazione, ruolo tanto più significativo considerato l’attuale momento storico. La Calabria
- ma il discorso potrebbe facilmente estendersi a buona parte dell’Italia meridionale - dopo
avere tradizionalmente vissuto sulla pelle il dramma dell’emigrazione, negli ultimi anni si
trova difatti alle prese con fenomeni di segno opposto, vale a dire - come insegna il caso di
Rosarno - con problemi di razzismo e d’integrare positivamente nei circuiti sociali e
lavorativi un massiccio numero di persone provenienti dall’estero e in particolare
dall’Africa. Problemi che sono naturalmente acuiti dalle difficoltà nel controllo del territorio
e dalla crisi economica generalizzata. Non certo a caso, dunque, si è scelto di aprire La
Memoria e la Storia con le parole pronunciate da Luciano Violante al principio dei
convegno del 2007: “Ovunque esiste un principio di discriminazione avviene una frattura
dell’umanità, perché si rompe il senso unitario che ci fa appartenere ad una comunità”.

Ebrei a Brancaleone e dintorni


Da Il Quotidiano della Calabria
Domenica 16 gennaio 2011

Brancaleone, tracce ebraiche
Dai documenti dell’Archivio storico di Napoli emerge il dato su alcune giudecche
di Agostino Belcastro

(nell'immagine: A) Ferruzzano; B) Bruzzano; C) Brancaleone)

Brancaleone. Fonti storiche attestano che nel comprensorio di Brancaleone, Bruzzano e Ferruzzano intorno all’anno 1500 circa, vivevano alcune comunità ebraiche.
Visionando alcuni documenti custoditi presso l’Archivio Storico di Stato di Napoli risulta che in questi centri si erano sistemati i discendenti della stirpe di Abramo.
In particolare a Bruzzano e Brancaleone, esistevano delle vere e proprie giudecche dove gli ebrei avevano conservato la loro unità spirituale in nome della fede religiosa e dell’aspettazione messianica. Alcuni gruppi avevano trovato dimora, appunto, nelle contrade dei due comuni. “Portella del Giudeo”, “Vallone del Giudeo” o “ Iudarico” che, secondo le fonti storiche, sono state le località dove la denominazione stessa dei siti testimoniano la presenza in quei luoghi di comunità ebraiche.
Si presume che il loro “sbarco” sulle coste calabresi sia avvenuto per evitare la persecuzione in quell’epoca dominante in Medio Oriente. Si sono dedicati al piccolo commercio, all’agricoltura, al cambio e alla lavorazione dei preziosi e all’usura naturalmente. Per le loro capacità e per le loro prospere condizioni economiche e l’usura, allora proibita legalmente, più ancora che la loro professione religiosa attirarono l’odio e il disprezzo e perché no, anche l’invidia del “vicino di porta”.
Ad avallare la loro presenza in questa fascia della costa jonica reggina, in particolare nel comprensorio preso in esame, ci sono le pagine del Registro del Tesoriere della Calabria Ultra. Infatti, visualizzando l’antico documento contabile si riscontrano, agli inizi del ‘500, i nomi di alcuni ebrei che erano censiti per il pagamento delle tasse su ordine del Re.
Per avere maggiori informazioni è stata girata la domanda a Vincenzo De Angelis di Brancaleone, medico, storico e scrittore nonché membro della Deputazione di Storia Patria.
Osserva a proposito De Angelis: “E’ da molto tempo che si cerca di individuare e come veniva chiamata la contrada o la via dove abitavano gli ebrei a Brancaleone. La località della “Judeca” veniva così chiamato il sito dove abitavano gli ebrei, probabilmente situato nella zona posteriore e bassa del paese. La località veniva chiamata San Gioè che derivava da San Gioele, profeta che visse nel V secolo svanti Cristo e questa località è riportata nei catasti onciari del 1745. Infine, si legge, che tale Domenico Pellicano possedeva in loco detto San Gioè un territorio”.
“Un altro aspetto - sostiene De Angelis - è testimoniato dalle numerose piantagioni di cedri esistenti in quel periodo che, come è noto, per gli ebrei rappresentavano il frutto sacro della loro tradizione.

(nella cartina: i circostanti capoluoghi di provincia, e Bova Marina)

Il frutto è stato coltivato e venduto fino al 1860”. Secondo lo storico gli ebrei non erano presenti solo a Brancaleone, Bruzzano e Ferruzzano, ma erano sparsi anche in altri centri della provincia reggina.
“A riprova che esistevano insediamenti ebraici anche a Brancaleone - afferma in conclusione del suo ragionamento lo storico e membro della Deputazione di Storia Patria, Vincenzo De Angelis - c’è il fatto che nella vicina Bova, alcuni anni fa, in occasione dei lavori per la costruzione di una strada alternativa alla provinciale è venuta alla luce una Sinagoga che, a parere degli archeologi, è la seconda più antica censita in tutto l’Occidente”.