Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

IN PRIMO PIANO: eventi e appuntamenti

27 gennaio 2019: Giorno della memoria

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giovedì 28 febbraio 2019

Reggio ricorda i Carabinieri Giusti delle Nazioni

Molti furono i carabinieri che durante l’occupazione nazista, dopo l’8 settembre 1943, decisero, per tener fede al loro giuramento, si rifiutarono di collaborare con l’occupante e con i suoi complici italiani, sia come singoli, sia costituendo il Fronte clandestino di resistenza dei Carabinieri.
A Roma, oltre ai carabinieri che combatterono l’8 settembre a Porta San Paolo, si ricorda la deportazione nei lager nazisti di 2000 di loro il 7 ottobre 1943.
Si presume che tale deportazione sia stata organizzata anche per impedire la resistenza dei carabinieri alla razzia degli ebrei romani che avvenne 9 giorni dopo, nel tragico 16 ottobre.
Da Roma furono deportati addirittura più Carabinieri che ebrei, sebbene il loro destino non sia stato altrettanto tragico: dei 2000-2500 Carabinieri deportati 600 non tornarono, dei 1023 ebrei ne tornarono solo 16.

In occasione della Giornata dei Giusti (6 marzo), appena istituita
Reggio Calabria: il 1° marzo incontro in ricordo di quattro marescialli dei Carabinieri che sono stati dichiarati “Giusti tra le Nazioni”


Danilo Loria
- Da StrettoWeb 

Reggio Calabria: l’Associazione Virginia Olper Monis ha organizzato un incontro per ricordare quattro marescialli dei Carabinieri che sono stati dichiarati “Giusti tra le Nazioni”

In occasione della prossima giornata dei Giusti, l’Associazione Virginia Olper Monis ha organizzato un incontro per ricordare quattro marescialli dei Carabinieri che sono stati dichiarati Giusti tra le Nazioni dallo Yad Vashem (organo israeliano che si occupa della memoria delle vittime della Shoa).
Si tratta dei Marescialli Giacomo Avenia, Enrico Sibona, Osman Carugno, Carlo Ravera, che salvarono dalla deportazione e dalla morte diverse famiglie ebree durante la seconda guerra mondiale, e sempre in loro memoria verrà piantato un carrubo e posta una targa con i loro nomi, presso il parco della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria che ospiterà l’incontro venerdì 1 marzo.
Dalle ore 11,00 si alterneranno dopo i saluti del Colonnello Nicola Lorenzon; la Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, per la prima volta a Reggio Calabria; Roque Pugliese Consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e delegato per la Calabria; Anna Golotta Presidente dell’associazione V. Olper Monis, e Tonino Nocera Pubblicista.
Sarà un modo per confrontarsi sul tema ancora scottante dell’antisemitismo e parlare delle leggi razziali, ma soprattutto sottolineare l’importanza dei Giusti, uomini che hanno affrontato l’odio per salvare la propria umanità. Così sottolineava Avraham Burg, Presidente emerito della Knesset “Crediamo fortemente che l’umanità non debba avere limiti, e che la giustizia debba essere cieca rispetto alle nazionalità, ai Paesi o alla politica che la circondano. Ogni atto di ostilità contro persone innocenti richiede che altre persone lottino per loro, Giusti che mettano in pericolo le loro vite e la loro posizione per salvare l’umanità in ogni luogo”.
In questa occasione particolarmente importante e coinvolgente, ad accogliere la presidente dell’UCEI Noemi Di Segni ci saranno diverse personalità istituzionali e referenti delle differenti confessioni religiose.


(nelle pagine precedenti e successive si parla dell’impegno dei Carabinieri nella lotta contro l’occupazione nazifasciste)
Nel 1953, per ricordare i martiri della Shoah, venne creato a Gerusalemme il Memoriale di Yad Vashem, sul Monte della Rimembranza, nel quale ad ogni Giusto è stato dedicato un albero, secondo l’insegnamento del profeta Isaia.
Dei “Giusti tra le Nazioni”, riconosciuti tali da una speciale commissione (che ancora oggi opera sulla base di una severa valutazione delle testimonianze raccolte tra i sopravvissuti), fanno parte quattro militari dell’Arma dei Carabinieri: Giacomo Avenia, Osman Carugno, Carlo Ravera ed Enrico Sibona. Erano tutti in servizio nelle province del Nord Italia occupate dai nazisti dal 1943 e, pertanto, nelle condizioni più difficili per offrire aiuto agli ebrei per seguitati. Altri militari dell’Arma subirono (senza farne ritorno) la deportazione nei campi di concentramento tedeschi per le loro scelte coraggiose.
Il primo ad essere accolto nella famiglia dei Giusti (nel gennaio 1975) fu il maresciallo dei carabinieri di Alba(Cuneo) Carlo Ravera, che (insieme con la moglie Maria) svolse un ruolo fondamentale per salvare dodici famiglie di ebrei profughi dalla Jugoslavia.
Nel 1985 lo stesso riconoscimento è toccato al maresciallo Osman Carugno, comandante della Stazione dei Carabinieri di Bellaria (Rimini), che durante la guerra affiancò un albergatore (Ezio Giorgetti, primo in ordine di tempo tra i Giusti italiani) per portare in salvo trenta ebrei: per sfuggire alla cattura da parte dei nazisti, furono nascosti prima a Bellaria, poi a Igea Marina e a San Mauro, e infine a Pugliano, nel Montefeltro. Del maresciallo Carugno, uno degli ebrei salvati ha ricordato: «Ci aiutò senza nessun compenso. All’inizio, come ci disse, compì il suo dovere, ma se ci avesse mandato fuori dalla zona di sua competenza, nessuno avrebbe potuto incolparlo di non aver comunque fatto il suo dovere, o di aver cooperato col nemico. Lui era un fedelissimo del Re ed eseguiva gli ordini senza esitare. Col tempo, fra lui e mio suocero si allacciò una vera amicizia. Il suo comportamento era da amico e non da uno che eseguiva ordini. Quando uscimmo dal territorio di sua competenza, lasciò tutto e venne ad aiutarci».
Il maresciallo dei carabinieri Enrico Sibona, in servizio a Maccagno (nella provincia di Varese) dal 1939 al 1946, protesse dalla deportazione alcuni ebrei che risiedevano nel paese, favorendo la loro fuga. Tradito da un delatore, Sibona fu internato in un campo di concentramento tedesco, dal quale uscì fortunosamente vivo. Per il suo impegno di solidarietà, pagato a caro prezzo, il 4 ottobre 1992 l’Istituto Yad Vashem gli ha conferito l’alta onorificenza di Giusto tra le nazioni.
Il 2 agosto 1999 ha ottenuto lo stesso riconoscimento il maresciallo Giacomo Avenia, che a Calestano (Parma) prese parte al salvataggio della famiglia Mattei, ebrei profughi da Fiume. A tenere nascosti i tre componenti della famiglia furono il podestà Ugo Gennaio, la famiglia Barbieri (il cui capo Ostilio fu deportato in Germania) e un sacerdote, don Ernesto Ollari.

giovedì 31 gennaio 2019

Giorno della Memoria: Dall’eugenetica alle leggi razziali

Ricevo dalla dottoressa Anna Golotta, Presidente dell’Associazione Virginia Holper Monis - che ringrazio di vero cuore - e volentieri pubblico, facendole i miei complimenti

A Ferramonti di Tarsia per ricordarci di ciò che è stato

In occasione della Giornata della Memoria, l’Associazione Virginia Holper Monis di Bagnara Calabra, in collaborazione con l’I.I.S. “Enrico Fermi" di Bagnara Calabra, Villa San Giovanni e S. Eufemia d'Aspromonte, è tornata per il secondo anno consecutivo al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia per fare Memoria di ciò che è stato.
Oltre ai 350 ragazzi dell’Istituto “Fermi”, sono stati presenti anche 150 allievi carabinieri della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, i quali si sono mostrati solerti all’invito dell’Associazione.
Il tema della Giornata, incentrato sul rapporto tra le leggi razziali e la scienza, ha permesso di approfondire sia i fondamenti scientifici della legislazione razzista nazifascista, sia i dettagli normativi, facendo luce sul ruolo che l'Italia fascista svolse nelle persecuzioni razziali.
In merito, infatti, non vi è ancora molta chiarezza poiché si tende ad attribuire all’Italia una posizione subordinata rispetto a quella tedesca nel programma di legislazione razzista. Si tende a definire infatti la produzione normativa fascista in materia di razza come “all'acqua di rose". Niente di più errato.
La connotazione razzista del regime fascista è spiccata ed autonoma rispetto a quella tedesca ed inizia ad emergere con le prime conquiste coloniali. L'antisemitismo ne sarà una ovvia conseguenza.
I provvedimenti normativi in materia di razza furono infatti ben 180, tra Regi Decreti Legge, circolari ministeriali e leggi in senso stretto.
Tutta la produzione normativa fascista origina da due testi: “Il fascismo e i problemi della razza”, pubblicato da “Il Giornale d’Italia” il 14 luglio 1938 ed il “Manifesto degli scienziati razzisti”, pubblicato col primo numero della rivista “La difesa della razza” il 5 agosto 1938. Tesi queste esposte poi da Mussolini nel celebre discorso che tenne nel settembre 1938 a Trieste in Piazza Unità d’Italia.
Tra tutti i provvedimenti normativi emanati dal regime fascista, quello sicuramente più significativo è il R.D.L. n. 1728/1938 che nei suoi 3 Capi e 29 articoli fornisce non solo la definizione di “Razza ebraica” per lo stato fascista ( Art. 8 lettere a-b-c e d) ma si preoccupa di fornire altresì un elenco tassativo di divieti cui gli ebri italiani saranno sottoposti all’osservanza. L’elenco di tali divieti (primo dei quali quello di frequentare le scuole del Regno, tuttavia già disposto con il primo provvedimento razzista in assoluto ossia il rdl n. 1390 del 5 settembre 1938 ) comprende i divieti di prestare servizio militare, di esercitare la patria potestà sui figli appartenenti a religione diversa da quella ebraica, di essere proprietari di terreni che abbiano un estimo superiore a Lire 5.000, di prestare servizio presso qualsiasi amministrazione statale ed aziende di interesse nazionale ecc…
Il 20 gennaio 1944, il governo Badoglio emana il rdl 25/44 con cui sono pienamente reintegrati nei diritti civili e politici gli ebrei residenti nei territori liberati dagli Alleati, ma purtroppo per gli altri sarà troppo tardi.
Il comportamento ambiguo se non complice del maresciallo Badoglio nei quarantacinque giorni che andarono dal 25 luglio all’8 settembre 1943 ed il silenzio della Chiesa cattolica, infatti permisero ai nazisti di rastrellare, saccheggiare e deportare migliaia di ebrei italiani che non faranno mai più ritorno alle loro case.
A distanza di ottanta anni dalla loro emanazione, è doveroso soffermarsi a riflettere sulla portata aberrante e folle delle leggi razziali, specie perché proprio ai giorni d’oggi assistiamo a sempre più frequenti rigurgiti di odio antisemita e di odio razziale.
Oggi, teorie negazioniste infatti trovano spazio e legittimazione non solo nelle strade ma, disgraziatamente, anche tra le aule universitarie, dove l’antisemitismo si ripresenta sotto la forma più raffinata ed edulcorata di “antisionismo”; dove il 27 Gennaio gli ebrei di Italia e di Europa devono difendersi dagli insulti di chi nega la Storia o di chi più garbatamente apre spunti di riflessione su tutti i genocidi della storia che NULLA hanno in comune con la Shoah per genesi, esecuzione e dimensione.
Oggi più che mai ha senso dunque farsi testimoni e sentinelle di memoria e raccontare ai ragazzi, germoglio del nostro futuro, che questo è stato. E fare ciò in un’oasi di speranza quale fu ed è quella di Ferramonti di Tarsia (dove un uomo giusto, Gaetano Marrari, direttore del campo, salvò tutti i prigionieri dal rastrellamento tedesco simulando una epidemia di colera), insegna non solo a fare memoria, ma anche a capire che perfino nell’orrore più profondo l’umanità vera, quella più bella e sana ed il coraggio di dire no salveranno il mondo.
Anna Golotta
Presidente dell’Associazione Virginia Holper Monis*

* L'Associazione Virginia Holper Monis è una associazione nata da poco e si propone di approfondire la cultura ebraica al sud Italia e di sensibilizzare contro l'antisemitismo.
È ovviamente una associazione sionista e vicina ad Israele.
Ci avvaliamo spesso della collaborazione delle scuole nei nostri progetti.

Dall’eugenetica alle leggi razziali, gli approfondimenti per la Giornata della Memoria
Iniziativa a Ferramonti
Testo e foto da CosenzaInforma 
“Le Leggi Razziali ed il coinvolgimento della scienza” è il tema che ha orientato gli interventi di questa giornata, lunedì 28 gennaio, presso il campo di Ferramonti, a cura della Comunità Ebraica di Napoli. Relazioni ed interventi che hanno evidenziato lo stretto rapporto tra la costruzione del campo di concentramento di Ferramonti e le scelte del governo fascista dirette alla persecuzione dei diritti e, successivamente, delle vite di stranieri e cittadini di religione ebraica. Seguite con grande attenzione da studenti provenienti da diverse scuole e dai cadetti della scuola di Carabinieri di Reggio Calabria, le relazioni hanno messo a fuoco nodi centrali della politica di accanimento contro gli ebrei e, in particolare, è stata sottolineata l’importanza di comprendere le dinamiche di quanto accaduto dal punto di vista dei contesti socio-culturali e politici per la responsabilità di persone in carne ossa e non per una vuota ideologia.
Significative le testimonianze di Walter e Pina Brenner, figli di Gustav Brenner, internato a Ferramonti dopo aver affrontato gravi prove di resistenza nei campi di Buchenwald e Dachau. In particolare Walter Brenner ha auspicato che il campo diventi un luogo di cultura e di ricerca per le giovani generazioni. «Il campo di Ferramonti - ha detto tra l’altro il sindaco Roberto Ameruso nelle conclusioni - presenta peculiarità che non sono ancora del tutto note e che devono essere indagate come i rapporti di connivenza tra l’imprenditore che costruì il campo e il potere fascista». Oltre alle relazioni di Patrizia Spadafora, ricercatore Istituto Scienze Neurologiche-CNR sulle “Teorie sulla razza ed eugenetica” e quella sulle Leggi razziali di Anna Golotta, presidente dell’associazione “Virginia Holper Monis”, si sono registrati gli interventi del consigliere regionale Franco Sergio, nativo di Tarsia che ha auspicato una maggiore sinergia tra ente locale e regionale per lo sviluppo museale e culturale del Campo, e di Roque Pugliese, referente della Calabria e consigliere della Comunità ebraica di Napoli che ha ricordato il sacrificio compiuto dai carabinieri durante l’occupazione nazista e ha anche aperto la manifestazione con un momento liturgico in cui alla recita di un salmo è seguito il richiamo solenne attraverso lo chofar, l’antico strumento che ricorda il soffio divino della vita sugli uomini e che veniva suonato prima di entrare nelle camere a gas. Diversi i brani musicali del repertorio musicale ebraico suonati al pianoforte dai maestri Francesco e Vincenzo De Stefano, introdotti da Daniela Scuncia. L’iniziativa è stata prevista nell’ambito delle manifestazioni di commemorazione del Comune di Tarsia per la Giornata della memoria che si concluderanno il 2 febbraio.
Francesca Rennis

Qualche notizia su Virginia Olper (Holper Monis)
Dal sito dell’Enciclopedia Treccani  (da consultare per avere la biografia completa - qui ne ho estratto l’essenziale - e la bibliografia)
Immagini da Amazon
Il padre e il contesto ideologico che gli ruotava intorno favorirono nella giovane quella libertà intellettuale e relazionale che la pose senza pregiudizio e senza timore anche di fronte a scelte anticonformiste, come quella di sposare un cattolico: le costò l’esclusione dai registri ufficiali della comunità ebraica di Venezia, anche se non rinunciò mai al proprio credo religioso.
Impegno civile e letterario: dalla critica d’arte alla condizione della donna. Iniziò una serie di collaborazioni con riviste d’opinione, si applicò alla produzione novellistica, con la pubblicazione di Racconti veneziani e novelle sentimentali (Milano 1893), e alla stesura del suo unico romanzo, Il Raggio (Vicenza 1903).
Morì a Venezia, durante un intervento chirurgico, il 13 settembre 1919.
La sua tomba, nel cimitero israelitico del Lido di Venezia, reca questa scritta:

«Auspicò al bello, al buono, al vero,
perciò nella vita stimata,
nella tomba compianta».


Quella di Virginia Olper Monis è una conoscenza ancora da completare.
Mise in luce il profondo disagio della donna nei diversi aspetti della quotidianità: uno specchio in cui riflettere specificità e meccanismi psicologici del mondo femminile che continuavano a essere soffocati, fraintesi e mortificati. Quasi in contemporanea, Sigmund Freud [dava] origine alla psicanalisi, quasi legittimando la protesta e le richieste di cambiamento dello stesso movimento femminista.
Osò sostenere e proporre, tra le prime in Italia, il divorzio come «eroico rimedio», causando scandalo: non si lasciò condizionare da tali reazioni e mantenne le proprie convinzioni.
I suoi principi, espressi ne Il Movimento etico-sociale e l’Unione morale (Lodi 1899), erano di chiara ispirazione mazziniana, come la necessità di istruire il popolo, di educarlo alla cooperazione e alla solidarietà, di formare nuove coscienze per ottenere una «collettività di masse illuminate, eque, anti-egoistiche» (ibid., p. 14). Con questi obiettivi operò concretamente per organizzare scuole popolari, circoli di lettura, biblioteche, persino un ‘gratuito patrocinio’ popolare, per consulenze legali e amministrative.
Della dottrina di Marx condivideva le rivendicazioni, ma non approvava la spinta rivoluzionaria, generatrice di lotta di classe; cavalcò, invece, l’idea del rinnovamento morale e dell’elevazione dello spirito per mirare alle trasformazioni sociali e plasmare un consorzio umano più solidale e consapevole.
Nell’ultima sua significativa pubblicazione, La donna nella realtà (Padova 1908), trovarono voce il diritto all’istruzione, al lavoro e all’indipendenza economica, all’equiparazione del salario con la controparte maschile. Sollecitò, inoltre, l’opportunità di diventare soggetto politico attivo: votare ma anche essere votata. Sul piano morale, evidenziò l’importanza di sanare la piaga della prostituzione, il dovere di ricercare la paternità per tutte le situazioni di illegittimità in cui al maschio non veniva attribuita alcuna responsabilità, così come per l’adulterio. Ma l’aspetto competitivo tra uomo e donna non rientrò mai nella sua visione sociale. Coerentemente con le sue posizioni pacifiste, sostenne sempre la tesi del ‘mutuo appoggio’, cioè la collocazione dell’uomo e della donna in una dinamica relazionale (famiglia) che privilegiasse, quale elemento connettivo, un rispettoso sentimento e, come scopo comune, l’educazione dei figli.

sabato 26 gennaio 2019

Giorno della Memoria: ulteriori iniziative

Molte, moltissime (si potrebbe pensare… forse troppe? ma qui si va in un terreno piuttosto scivoloso: molto vivo è il dibattito anche tra gli ebrei sul senso, le modalità e l’opportunità stessa di questa Giornata) le iniziative sul Giorno della Memoria in Calabria.
Mi è difficile diffondermi su tutte, visto il poco tempo a disposizione (è appena finito lo Shabbat e molte delle iniziative si svolgeranno domani, quindi il “preavviso” è davvero molto poco), quindi farò un post di sintesi con gli eventi che ho “scoperto” oggi, sperando di non ripetermi se già ne ho pubblicato qualcuno, ma… repetita iuvant!
Particolarmente interessante e originale è l'iniziativa che si svolgerà a Locri e Bova Marina, che non è un evento di una sola giornata, ma un percorso che si sviluppa durante l'intero anno scolastico

Locri e Bova Marina
Museo di Locri Epizefiri: Giornata della memoria "Io sono Anna Frank. Diario di una giornata"
A Locri i Musei e Parco archeologico di Locri Epizefiri, e a Bova Marina il Museo Archeologico “Archeoderi”, hanno aderito alle celebrazioni per la Giornata della Memoria con il progetto Io sono Anna Frank. Diario di una giornata, che si protrarrà per i prossimi mesi.
All’iniziativa parteciperanno il Liceo Linguistico “Mazzini” e il Liceo Scientifico “Zaleuco” di Locri.
Gli studenti, dopo aver letto “Il diario di Anna Frank”, saranno chiamati a calarsi nella tragica vicenda, facendo propria l’angoscia della giovane martire, scrivendo la cronaca di una giornata vissuta nell’oscurità del nascondimento e della clandestinità. Lo scopo dell’iniziativa è quello di far riflettere i giovani perché cambiando prospettiva non saranno soltanto spettatori della tragedia ma parti in causa.

Borgia, domenica 27 gennaio alle ore 18 nella Sala Consiliare del Comune
Da OggiSud, Ferdinando C.

Il 27 gennaio il Comune di Borgia ricorda la Shoah con una musica e poesia in una manifestazione nella Sala consiliare

In programma il concerto di musica tradizionale ebraica a cura di Klerò Quintet, con Gaetano Bongarzone (clarinetto), Giuseppe Gualtieri (fisarmonica), Alessandro Sansalone (pianoforte), Attilio Gualtieri (chitarra) e Salvatore Fiorentino (violoncello). Gli studenti dell’Istituto comprensivo “Sabatini” presenteranno un video (realizzato dagli studenti della III A) e declameranno una poesia mimata (i ragazzi della III B); le seconde classi affronteranno la tematica "I bambini vittime della Shoah" con la poesia "C'è un paio di scarpette rosse" e la lettura di alcune parti del diario di Anna Frank; le prime classi testimonieranno la loro esperienza al campo di internamento “Ferramonti” di Tarsia.

Castrovillari, domenica 27 gennaio alle 21
Castrovillari e gli ebrei
Un evento per fare memoria del passato e riscoprirne il valore identitario
Al Teatro Sybaris, domenica 27 gennaio alle ore 21.00, andrà in scena lo spettacolo "Terezin, le farfalle non volano qui" della compagnia teatrale Linea Sottile, diretta da Massimo Costabile e Antonella Carbone che propone il racconto della terribile realtà dei bambini che furono internati nel lager di Terezin prima di essere uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori ad Auschwitz.

Lo spettacolo è ad ingresso gratuito ed aperto a tutti.

Cosenza, martedì 29 gennaio, alle ore 10,00, al Teatro “Morelli”
Da Strilli 
COSENZA: IL 29 GENNAIO GIORNATA DI RIFLESSIONE AL TEATRO “MORELLI”
Da dove arrivano i cedri?
La memoria è ogni giorno, in ciò che siamo diventati anche grazie all’altro, agli altri.
“A scuola di Memoria” è il titolo della giornata di riflessione, iniziativa della scuola media “Zumbini”, sostenuta dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, in collaborazione con Comune di Cosenza, Comune di Tarsia e con il patrocinio della Camera dei Deputati, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e di Napoli Ebraica.
Si sentirà il profumo dei cedri grazie all’Accademia internazionale del Cedro.
A raccontarsi e a raccontare saranno una testimone della Shoah, Yolanda Bentham e Clelia Piperno del Progetto Talmud dell’Università degli studi di Teramo.
Prevista la proiezione del cortometraggio, girato a Ferramonti di Tarsia “Il sesto senso della memoria”, realizzato dall’Istituto comprensivo di Torano Castello-Lattarico. A seguire, la conversazione con Yolanda Bentham. Interventi di Franco Galiano, Presidente dell’Accademia Internazionale del Cedro di Santa Maria del Cedro, di Roque Pugliese, referente per la Calabria dell’Unione delle comunità Ebraiche Italiane, di Paolo Paticchio, Presidente dell’Associazione “Treno della memoria” e di Alessandra Carelli della Rete Universitaria Giorno della Memoria dell’Università della Calabria. Le conclusioni sono affidate a Clelia Piperno del Progetto Talmud dell’Università di Teramo.
L’accompagnamento musicale sarà assicurato dall’Orchestra dell’Istituto comprensivo “Zumbini” diretta dal maestro Paolo Fiorillo.
Saranno, inoltre, donate alcune piante di cedro cui gli studenti presenti all’iniziativa affideranno i “biglietti della memoria”. I cedri verranno poi piantati in luoghi simbolo della città di Cosenza.

Reggio domenica 27 gennaio alle 17.30 presso la sede “Samarcanda”, in via Cuzzocrea 11 (discesa scuola Industriale)
Giorno della Memoria, Arci Provinciale di Reggio Calabria presenta: “L’uomo che verrà”
Sarà caratterizzata dalla frase “La Storia non si riscrive”, l’iniziativa promossa quest’anno dall’Arci Reggio Calabria per celebrare la Giornata della memoria che si svolgerà domenica 27 gennaio alle ore 17.30 presso la nuova sede “Samarcanda”, in via Cuzzocrea 11 (discesa scuola Industriale).
Il prof. Antonino Romeo offrirà ai partecipanti pensieri e riflessioni tratte dalle sequenze della proiezione del film “L’uomo che verrà”. Il film, pluripremiato e diretto da Giorgio Diritti, ambientato nel 1944, racconta gli eventi antecedenti la strage di Marzabotto visti attraverso gli occhi di una bambina di otto anni. La partecipazione all’evento è libera e gratuita.


A Reggio domenica 27 gennaio alle ore 18, presso la Sala Boccioni di Palazzo Alvaro in piazza Italia
Da CalabriaPost, Francesco Romano
Il Conservatorio “Cilea” presenta il Concerto della Memoria
È tradizione che ogni anno, grazie all’impegno del direttore prof.ssa Maria Grande, una rappresentanza del Conservatorio “Cilea”, formata da studenti e docenti riuniti in un’orchestra, renda omaggio alla memoria delle vittime dello sterminio nazista attraverso le note di un concerto che avviene nel Giorno della Memoria, ricorrenza istituita dall’ONU nel 2005 in occasione del 60° anniversario della liberazione dei campi di concentramento hitleriani.
Al concerto commemorativo prenderanno parte i violinisti solisti Davide Alogna e Chiara Parrini con l’orchestra d’archi del Conservatorio “Cilea” diretta da Andrea F. Calabrese.
In programma: Adagio del Concerto in La magg. D.96 per violino e archi di Giuseppe Tartini; Adagio K.261 per violino e orchestra di Mozart; Quarta delle dodici sinfonie per archi scritte da Mendelssohn adolescente; Elegìe di Čajkovskij e di Elgar; il dolore e le atrocità inflitte agli ebrei durante le persecuzioni naziste risuonano indelebilmente tra le note dell’ormai “classico” Tema da Schindler’s List; Pavane pour une infante défunte di Ravel; infine le note e i ritmi di Warsaw Freylekhs, danza tradizionale che fa parte del repertorio Klezmer dell’Europa orientale.

Stalettì domenica 27 gennaio alle ore 17 presso la sala polivalente.
Da OggiSud , Ferdinando C.

Stalettì, il ''Giorno della Memoria'' contro razzismo e intolleranza

CATANZARO - L'amministrazione comunale di Stalettì celebra il “Giorno della Memoria”. Le vittime della Shoah (lo sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale) verranno commemorate con una manifestazione pubblica in programma domenica 27 gennaio alle ore 17 presso la sala polivalente.
Il programma prevede, dopo il saluto iniziale del sindaco, Alfonso Mercurio, le relazioni dei giornalisti Francesco Pungitore (“Il pregiudizio razziale: origini storiche e ideologiche”) e Salvatore Condito (“Olocausto e soluzione finale: una pagina vergognosa della storia”). Il tutto sarà accompagnato da musiche a tema eseguite dalla professoressa Patrizia Procopio. Parteciperanno attivamente gli studenti della scuola primaria e secondaria di Stalettì e il “Laboratorio della Solidarietà”. Il dibattito verrà moderato dal vicesindaco Rosario Mirarchi.

venerdì 25 gennaio 2019

Giorno della Memoria: doppio appuntamento a Reggio

Anassilaos:

doppia iniziativa allo Spazio Open
per il Giorno della Memoria 2019 


Dal sito CalabriaPost
Venerdì 25 gennaio 2019 alle ore 17,30 presso lo Spazio Open (via Filippini 23-25 angolo via Giudecca)l’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con lo stesso Spazio Open e con il Patrocinio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, commemorerà il Giorno della Memoria 2019 con una conversazione del Prof. Antonino Romeo sul tema “L’indifferenza del mondo davanti alla questione ebraica”. Lo studioso, che da anni affronta sul piano storico il problema della Shoah nei suoi più diversi aspetti, tratterà della indifferenza nei confronti degli Ebrei al tempo dei lager e delle persecuzioni razziali; una indifferenza che, sia pure in misura diversa, ha riguardato tutta l’Europa, dall’Est all’Ovest e lo stesso nostro Paese che accolse le leggi razziali senza protestare nonostante qualche timida messa a punto di Papa Pio XI.
 Foto dal sito dell’I.C. "E. De Amicis"
Bagaladi - San Lorenzo, Melito di Porto Salvo (RC)
relativa all'incontro che vi si terrà sabato 26 gennaio


Il successivo 27 gennaio, sempre alle ore 17,30 presso lo Spazio Open, congiuntamente con il Circolo Culturale Meli, si terrà invece l’incontro con Oleg Mandic, l’ultimo bambino di Auschwitz, per ascoltare una testimonianza forte e struggente direttamente dalla voce di un bambino divenuto uomo. Ancora una volta il “Giorno della Memoria” – scrive Stefano Iorfida Presidente di Anassilaos - offre l’opportunità di riflettere su una delle vicende più tragiche della storia dell’umanità ed una tale riflessione, al di là delle ritualizzazioni che sogliono sempre accompagnarsi a tali eventi per il susseguirsi, lungo tutto l’anno, di diverse “giornate” commemorativa, sembra oggi più che mai attuale alla luce di taluni episodi di antisemitismo che le cronache riferiscono e che non sono da non sottovalutare, anche perché, in qualche caso, provengono da taluni, magari parlamentari, che con qualche difficoltà riusciamo a considerare “classe dirigente”. Basti pensare alla rimozione o al danneggiamento anche nel nostro Paese della cosiddette “pietre d’inciampo” (in tedesco Stolpersteine), importante iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig in ricordo delle vittime e dei deportati nei campi di concentramento.

Cosenza ebraica nel Giorno della Memoria


Ritorna come ogni mese l'iniziativa "Cinque Sensi di Marcia" promossa dall'Assessorato al Turismo agli eventi e al marketing territoriale, guidato da Rosaria Succurro con la collaborazione dell'Associazione Apt " Città di Cosenza".
In occasione del Giorno della Memoria, istituito il 27 Gennaio del 2000, per ricordare la liberazione di Auschwitz da parte delle Forze Alleate, si propone un itinerario di scoperta che ci porterà alla conoscenza dei segni materiali e non, che la comunità ebraica ha lasciato nella nostra città.
Il trekking avrà termine presso il Chiostro di San Domenico dove sarà proiettata la docufiction "Menorah Esodo 25" del regista cosentino Gianfranco Confessore.


PROGRAMMA:

ore 15.30 Ritrovo Confluenza presso Scultura " Alarico sul Cavallo" - Il tesoro di Alarico la Menorah simboli e misteri
·       Lungo Crati Miceli
·       Vico Postierla (scopriamo una delle porte secondaria delle mura cittadine)
·       Via Cafarone - Palazzo Gervasi :quartiere ebraico
·       Salita del Liceo
·       Piazza dei Follari: quartiere ebraico
·       Monastero delle Vergini :sulle tracce dell'antica Sinagoga
·       Via G. Argento
·       Museo Storico All'Aperto Percorso Svevo:gli ebrei e le attività artigianali
·       Piazza T. Campanella - Complesso Monumentale di San Domenico Sala Capitolare:
Proiezione della docufiction (in formato ridotto) "Menorah Esodo 25" del regista cosentino Gianfranco Confessore .
·       Conclusione ore 19.00 Chiostro di San Domenico

I partecipanti, potranno prenotare presso il Punto informativo di Piazza XI Settembre o presso l'Ufficio Turismo di San Domenico oppure chiamando al numero 328.1754422 - 0984.813015 oppure inviando una mail all'indirizzo info@cosenzaturismo.it
L'iniziativa è completamente gratuita; è gradita la prenotazione

Torna anche per il mese di Gennaio l’iniziativa “Cinque Sensi di Marcia” appuntamento fisso a cadenza mensile promossa dall'Assessorato al Turismo agli eventi e al marketing territoriale, guidato da Rosaria Succurro con la collaborazione dell’Associazione Apt “Città di Cosenza”.
In occasione del Giorno della Memoria, istituito il 27 Gennaio del 2000 per ricordare la liberazione di Auschwitz da parte delle Forze Alleate, si propone un itinerario di scoperta che ci porterà alla conoscenza dei segni materiali e non, che la comunità ebraica ha lasciato nella nostra città.
Il ritrovo è previsto alle 15.30 presso la Confluenza, dove la millenaria leggenda di Re Alarico ci guiderà alla scoperta della storia di un prezioso manufatto: la Menorah, candelabro a sette bracci simbolo della religione ebraica. L’itinerario si articolerà nel centro storico, percorrendo Lungo Crati Miceli e attraversando la “postierla”, antica porta secondaria delle mura cittadine, fino a raggiungere via Cafarone, il cui toponimo, secondo alcune tesi, riporterebbe alla memoria Cafarnao antica città della Galilea, centro spirituale dell’evangelizzazione di Gesù. Qui ci fermeremo presso Palazzo Gervasi che potrebbe, secondo ultime ipotesi, svelare nuove indicazioni riguardo alla localizzazione del quartiere ebraico e della Sinagoga. Continueremo attraverso Salita Liceo raggiungendo Piazza dei Follari, luogo memore della straordinaria operosità della comunità ebraica che favorì la produzione e la diffusione della seta. Proseguiremo verso il Monastero delle Vergini realizzato, secondo le fonti, sul sito dell’antica Sinagoga. Dopo la visita della Chiesa e del Chiostro percorreremo via Gaetano Argento fino a raggiungere alcuni dei pannelli del museo storico all'aperto, posti nelle vicinanze della Chiesa di San Francesco d’Assisi, che ci mostreranno ancora l’importante espansione artigianale della seta in periodo svevo.
Il trekking avrà termine presso il Chiostro di San Domenico dove sarà proiettata la docufiction “Menorah Esodo 25” del regista cosentino Gianfranco Confessore. “L'opera, ambientata nelle città di Cosenza e Roma, ha l'obiettivo - spiega nelle note di regia l'autore Gianfranco Confessore - di chiarire le peculiarità della Menorah, la lampada simbolo del Rovo Ardente che parlò a Mosè e di ripercorrerne la storia lunga 3000 anni”. Nella docufiction, realizzata grazie alla collaborazione della Comunità Ebraica di Roma e dell'Istituto Nazionale di Studi Romani, sono presenti diverse interviste ad autorevoli personalità del mondo ebraico, dell'arte e dell'archeologia, “autentiche guide - sottolinea ancora Confessore - verso l'esplorazione della possibilità storico-archeologica che il sacro oggetto possa essere custodito nel tesoro di Alarico. Si crea così un filo conduttore tra lo Stato di Israele (Gerusalemme), la città di Roma e la città di Cosenza dove si narra che il tesoro del re Visigoto possa essere seppellito”.

A.P.T. ''Città Di Cosenza''
Tel. +39 328 17 544 227 Tel. 0984 81 3015

Punti Informativi
Piazza XI Settembre, Cosenza (Lunedì Chiuso):
A.m. 10:00 - 13:00
P.m. 16:00 - 20:00

Chiostro San Domenico (Domenica Chiuso):
A.m. Lun-Ven 10:00 - 13:00
P.m. Lun-Sab 13:00 - 17:00


mercoledì 23 gennaio 2019

Giorni della Memoria a Ferramonti: Comunicato stampa

Comunicato Stampa, 21 gennaio 2019
Presentazione delle manifestazioni per il Giorno della Memoria, Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia (CS)
I GIORNI DELLA MEMORIA 2019
Storia, memoria, identità, diritti umani
nel campo di internamento di Ferramonti di Tarsia
Il prossimo 27 gennaio 2019,  in ricorrenza del Giorno della Memoria, il Comune di Tarsia  fa sì che questo giorno sia utile per rendere la Memoria un elemento vivo: le lezioni del passato sono occasione di riflessione sulle contraddizioni e sulle speranze del nostro tempo. Solo ricordando quello che è stato, possiamo salvaguardare la dimensione democratica della vita oggi.
Il Sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, in stretta collaborazione e sinergia con il Consigliere Delegato alla Cultura, Roberto Cannizzaro e i volontari della Memoria, hanno programmato le iniziative che si svolgeranno non solo nel Campo di Internamento ma anche a Cosenza, a Rossano  e in altri paesi della provincia, grazie alla collaborazione con associazioni locali e scuole. Ecco il calendario degli eventi:

il 14 gennaio inaugurazione della mostra itinerante “Viaggio nella Memoria - Binario 21” presso l’I.I.S. ITE “V. Cosentino” a Rende. 

23 gennaio: presentazione, a cura della Casa Editrice Brenner, del volume “Foto e racconti; dal web al cartaceo; alchimie letterarie” presso la Biblioteca Gustav Brenner del Campo di Ferramonti.

25 gennaio: alle 9.30, Stanislao De Marsanich,  Presidente de I Parchi Letterari®, Mario Ganz, psicologo e psicoterapeuta Junghiano, studioso di Bernhard e Teresina Ciliberti, consulente letteraria del Comitato Dante Alighieri di Cosenza e del Museo della Memoria presenteranno Ernst Bernhard, un “maestro scomodo”,  nella Sala conferenze del Campo.   Seguirà un videomessaggio da parte dell’Ambasciatore di Ferramonti per l’America Latina, Damian Dellaqueva, sul tema dei diritti umani e progettualità culturale. Alle ore 12, il Sindaco Roberto Ameruso, presenterà al pubblico il quadro dono “Calabrische Elegie”, opera del Maestro Fingesten, donato da Riccardo Ehrman, ex internato del campo di Ferramonti di Tarsia.

26 gennaio: Federanziani Senior Italia  presenta la Sciarpa della Pace, e subito il giornalista televisivo Michele Cucuzza presenta e modera “Voci per un dialogo interreligioso” partendo dal testo “Il Sogno di Dio sulla nostra Chiesa” di S.E. Eparca di Lungro Donato Oliverio.

27 gennaio: alla presenza del Vescovo di Rossano Cariati, Mons. Giuseppe Satriano,  del Prefetto di Cosenza Paola Galeone, che consegnerà, presso il Campo di Ferramonti di Tarsia, le medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager, Roque Pugliese, Consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e Referente per la Regione Calabria, si commemora il giorno della memoria.  Saranno presenti i testimoni di quei giorni vissuti a Ferramonti, Dina Smadar ed Eva Porcilan, da Israele, nate nel campo durante l’internamento dei loro genitori, e Yolanda Bentham, figlia dell’internato David Ropschitz. Teresina Ciliberti presenterà il libro “L’ecumenismo «vissuto» Il frate cappuccino Callisto Lopinot cappellano del campo di concentramento a Ferramonti di Tarsia” di Salvatore Belsito. Modera i vari momenti culturali e musicali, la giornalista Fiorenza Gonzales.  Significativo sarà il conferimento del Premio della Pace al Prof. Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri presentato da Maria Cristina Parise, Presidente del Comitato Dante di Cosenza.
Alle ore 15, per lo Spazio Europeo della memoria musicale Federico Mompellio, il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano presenterà il concerto “Il passato che non deve tornare”.

 

28 gennaio: la Comunità Ebraica di Napoli animerà il convegno “Le Leggi Razziali ed il coinvolgimento della scienza”. Saranno presenti: Roberto Ameruso, Roque Pugliese, Franco Sergio, Consigliere Regione Calabria, Corrado Landolina, Sindaco di Zambrone, Patrizia Spadafora, Ricercatore ISN-CNR con la relazione dal titolo Teorie sulla razza ed eugenetica, Anna Golotta, dell’Associazione Virginia Holper Monis, Walter  e  Pina Brenner, figli dell’ex internato Gustav Brenner. Francesca Rennis,dDocente e membro del direttivo ICSAIC, modererà i vari momenti di interventi.

29 gennaio: la Compagnia Teatrale Il Piccolo Chaplin interpreterà lo spettacolo teatrale Vi raccontiamo una storia…” , e a Cosenza, presso il Teatro Morelli,  l’Istituto Scolastico Zumbini 1 animerà il convegno  “A scuola di Memoria”.
30 gennaio: gli alunni dell’ I.C. Torano Castello-Lattarico presenteranno il cortometraggio “Solitudini con esibizione finale dell’orchestra dell’istituto.
Le manifestazioni si concluderanno il 2 febbraio con la rappresentazione della spettacolo teatrale “La partita di scacchi” a cura dell’Associazione Maschere e Volto.
Per tutti i giorni di commemorazioni sarà possibile partecipare alla campagna internazionale  #WeRemember, promossa dalla World Jewish Congress, attraverso una foto nel campo che verrà pubblicata sui social.

Per informazioni: