Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

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lunedì 8 aprile 2013

Lecce: Settimana del cinema israeliano



Nell’ambito del Festival del cinema europeo, si svolge a Lecce, dall’8 al 13 aprile, la Settimana del cinema israeliano.
Verranno proiettati dieci film che riguardano svariati temi dell’attualità politica e sociale israeliana, mostrando la grande vivacità e l’enorme varietà di questo paese antichissimo e nuovissimo.

Poesia e crudezza, sogno e realismo caratterizzano insieme ogni film di questa ricca cinematografia, che affronta temi scabrosi quali l’immigrazione, l’omosessualità nell’esercito, i rapporti con i palestinesi e con i paesi confinanti, i problemi economici e sociali, i kibbutz, la vecchiaia; fino a temi più leggeri come l’obesità e la dieta, manifestando sempre una libertà davvero unica, spesso venata di ironia ed autoironia, nel panorama mediorientale.
Particolarmente interessante per noi il film Zefat, San Nicandro. Il viaggio di Eti, (una coproduzione italo-franco-israeliana) che verrà proiettato giovedì 11 alle 18.00.

Poco prima che Mussolini decidesse di inaugurare una politica ufficiale di antisemitismo, una comunità di San Nicandro Garganico, benché non avesse mai avuto alcun precedente contatto con l’ebraismo, si proclamò “di fede ebraica”, guidata da Donato Manduzio, bracciante semi-analfabeta, una sorta di “ultimo profeta”, l’uomo cui si deve questa singolare vicenda di conversione di massa, un caso unico nella storia mondiale dell’ebraismo moderno. La giovane Eti, laureanda alla scuola di cinema di Tel Hai, sta lavorando al suo film di laurea dedicato ai suoi nonni che vivono nella città di Zefat e che emigrarono poco più che bambini con il gruppo sannicandrese partito per la Palestina, alla nascita di Israele.

Un documentario di Vincenzo Condorelli su due comunità separate dal Mediterraneo
Alessandra Pennello
Dalla straordinaria vicenda umana e storica di Donato Manduzio, bracciante di Sannicandro Garganico, invalido con doti di guaritore e cantastorie popolare che, leggendo la Bibbia e ispirato da una visione profetica nel 1930, si convertì all’ebraismo e convinse molti suoi paesani a seguire il "Dio d'Israele" e la legge di Mosé, prende spunto il bel documentario “Zefat, San Nicandro. Il viaggio di Eti” di Vincenzo Condorelli. Le vicissitudini di questo gruppo di auto-convertiti, che per lungo tempo pensarono di essere gli ultimi ebrei rimasti al mondo, che continuarono a dichiarare la propria fede nonostante l’introduzione delle Leggi razziali nel 1938 e che tra il 1948 e il 1950 emigrarono in Palestina – oggi Israele, soprattutto nella zona di Biria-Safed, sono narrati attraverso le voci differenti delle testimonianze dirette dei protagonisti, un’esposizione storica e l’utilizzo di materiali d’archivio inediti.
Lungometraggio sulla memoria, sull’identità e sul viaggio, il film ripercorre la storia della comunità sannicandrese attraverso gli occhi e il cuore di Eti, discendente di quel gruppo di seguaci di Manduzio che emigrò in Israele. La protagonista, laureanda all’Istituto di Cinematografia di
Gerusalemme sta preparando il suo film di laurea, dedicato ai suoi nonni Eliezer e Esther Tritto che emigrarono poco più che bambini, e parte alla ricerca delle proprie radici; ci trasporta da Zefat a San Nicandro, attraverso le strade della Galilea, Tel Aviv, Gerusalemme, Roma, le strade dell’Appennino, il Gargano, San Nicandro, le isole Tremiti in un viaggio fisico, psicologico e storico.
Gli incontri che farà la metteranno a confronto con la propria storia e personalità e soprattutto le permetteranno di condividere un percorso comune di ricerca attraverso lo scambio reciproco, alimentato dal costante confronto tra le proprie aspettative e le memorie che emergono. L’incontro con Grazia Gualano, sannicandrese, ricercatrice di Storia dell'Ebraismo e che ha ereditato e custodisce il diario originale di Donato Manduzio, aiuterà Eti a ricostruire la sua storia familiare.

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