Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

IN PRIMO PIANO: eventi e appuntamenti

27 gennaio 2019: Giorno della memoria

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giovedì 31 gennaio 2019

Giorno della Memoria: Dall’eugenetica alle leggi razziali

Ricevo dalla dottoressa Anna Golotta, Presidente dell’Associazione Virginia Holper Monis - che ringrazio di vero cuore - e volentieri pubblico, facendole i miei complimenti

A Ferramonti di Tarsia per ricordarci di ciò che è stato

In occasione della Giornata della Memoria, l’Associazione Virginia Holper Monis di Bagnara Calabra, in collaborazione con l’I.I.S. “Enrico Fermi" di Bagnara Calabra, Villa San Giovanni e S. Eufemia d'Aspromonte, è tornata per il secondo anno consecutivo al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia per fare Memoria di ciò che è stato.
Oltre ai 350 ragazzi dell’Istituto “Fermi”, sono stati presenti anche 150 allievi carabinieri della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, i quali si sono mostrati solerti all’invito dell’Associazione.
Il tema della Giornata, incentrato sul rapporto tra le leggi razziali e la scienza, ha permesso di approfondire sia i fondamenti scientifici della legislazione razzista nazifascista, sia i dettagli normativi, facendo luce sul ruolo che l'Italia fascista svolse nelle persecuzioni razziali.
In merito, infatti, non vi è ancora molta chiarezza poiché si tende ad attribuire all’Italia una posizione subordinata rispetto a quella tedesca nel programma di legislazione razzista. Si tende a definire infatti la produzione normativa fascista in materia di razza come “all'acqua di rose". Niente di più errato.
La connotazione razzista del regime fascista è spiccata ed autonoma rispetto a quella tedesca ed inizia ad emergere con le prime conquiste coloniali. L'antisemitismo ne sarà una ovvia conseguenza.
I provvedimenti normativi in materia di razza furono infatti ben 180, tra Regi Decreti Legge, circolari ministeriali e leggi in senso stretto.
Tutta la produzione normativa fascista origina da due testi: “Il fascismo e i problemi della razza”, pubblicato da “Il Giornale d’Italia” il 14 luglio 1938 ed il “Manifesto degli scienziati razzisti”, pubblicato col primo numero della rivista “La difesa della razza” il 5 agosto 1938. Tesi queste esposte poi da Mussolini nel celebre discorso che tenne nel settembre 1938 a Trieste in Piazza Unità d’Italia.
Tra tutti i provvedimenti normativi emanati dal regime fascista, quello sicuramente più significativo è il R.D.L. n. 1728/1938 che nei suoi 3 Capi e 29 articoli fornisce non solo la definizione di “Razza ebraica” per lo stato fascista ( Art. 8 lettere a-b-c e d) ma si preoccupa di fornire altresì un elenco tassativo di divieti cui gli ebri italiani saranno sottoposti all’osservanza. L’elenco di tali divieti (primo dei quali quello di frequentare le scuole del Regno, tuttavia già disposto con il primo provvedimento razzista in assoluto ossia il rdl n. 1390 del 5 settembre 1938 ) comprende i divieti di prestare servizio militare, di esercitare la patria potestà sui figli appartenenti a religione diversa da quella ebraica, di essere proprietari di terreni che abbiano un estimo superiore a Lire 5.000, di prestare servizio presso qualsiasi amministrazione statale ed aziende di interesse nazionale ecc…
Il 20 gennaio 1944, il governo Badoglio emana il rdl 25/44 con cui sono pienamente reintegrati nei diritti civili e politici gli ebrei residenti nei territori liberati dagli Alleati, ma purtroppo per gli altri sarà troppo tardi.
Il comportamento ambiguo se non complice del maresciallo Badoglio nei quarantacinque giorni che andarono dal 25 luglio all’8 settembre 1943 ed il silenzio della Chiesa cattolica, infatti permisero ai nazisti di rastrellare, saccheggiare e deportare migliaia di ebrei italiani che non faranno mai più ritorno alle loro case.
A distanza di ottanta anni dalla loro emanazione, è doveroso soffermarsi a riflettere sulla portata aberrante e folle delle leggi razziali, specie perché proprio ai giorni d’oggi assistiamo a sempre più frequenti rigurgiti di odio antisemita e di odio razziale.
Oggi, teorie negazioniste infatti trovano spazio e legittimazione non solo nelle strade ma, disgraziatamente, anche tra le aule universitarie, dove l’antisemitismo si ripresenta sotto la forma più raffinata ed edulcorata di “antisionismo”; dove il 27 Gennaio gli ebrei di Italia e di Europa devono difendersi dagli insulti di chi nega la Storia o di chi più garbatamente apre spunti di riflessione su tutti i genocidi della storia che NULLA hanno in comune con la Shoah per genesi, esecuzione e dimensione.
Oggi più che mai ha senso dunque farsi testimoni e sentinelle di memoria e raccontare ai ragazzi, germoglio del nostro futuro, che questo è stato. E fare ciò in un’oasi di speranza quale fu ed è quella di Ferramonti di Tarsia (dove un uomo giusto, Gaetano Marrari, direttore del campo, salvò tutti i prigionieri dal rastrellamento tedesco simulando una epidemia di colera), insegna non solo a fare memoria, ma anche a capire che perfino nell’orrore più profondo l’umanità vera, quella più bella e sana ed il coraggio di dire no salveranno il mondo.
Anna Golotta
Presidente dell’Associazione Virginia Holper Monis*

* L'Associazione Virginia Holper Monis è una associazione nata da poco e si propone di approfondire la cultura ebraica al sud Italia e di sensibilizzare contro l'antisemitismo.
È ovviamente una associazione sionista e vicina ad Israele.
Ci avvaliamo spesso della collaborazione delle scuole nei nostri progetti.

Dall’eugenetica alle leggi razziali, gli approfondimenti per la Giornata della Memoria
Iniziativa a Ferramonti
Testo e foto da CosenzaInforma 
“Le Leggi Razziali ed il coinvolgimento della scienza” è il tema che ha orientato gli interventi di questa giornata, lunedì 28 gennaio, presso il campo di Ferramonti, a cura della Comunità Ebraica di Napoli. Relazioni ed interventi che hanno evidenziato lo stretto rapporto tra la costruzione del campo di concentramento di Ferramonti e le scelte del governo fascista dirette alla persecuzione dei diritti e, successivamente, delle vite di stranieri e cittadini di religione ebraica. Seguite con grande attenzione da studenti provenienti da diverse scuole e dai cadetti della scuola di Carabinieri di Reggio Calabria, le relazioni hanno messo a fuoco nodi centrali della politica di accanimento contro gli ebrei e, in particolare, è stata sottolineata l’importanza di comprendere le dinamiche di quanto accaduto dal punto di vista dei contesti socio-culturali e politici per la responsabilità di persone in carne ossa e non per una vuota ideologia.
Significative le testimonianze di Walter e Pina Brenner, figli di Gustav Brenner, internato a Ferramonti dopo aver affrontato gravi prove di resistenza nei campi di Buchenwald e Dachau. In particolare Walter Brenner ha auspicato che il campo diventi un luogo di cultura e di ricerca per le giovani generazioni. «Il campo di Ferramonti - ha detto tra l’altro il sindaco Roberto Ameruso nelle conclusioni - presenta peculiarità che non sono ancora del tutto note e che devono essere indagate come i rapporti di connivenza tra l’imprenditore che costruì il campo e il potere fascista». Oltre alle relazioni di Patrizia Spadafora, ricercatore Istituto Scienze Neurologiche-CNR sulle “Teorie sulla razza ed eugenetica” e quella sulle Leggi razziali di Anna Golotta, presidente dell’associazione “Virginia Holper Monis”, si sono registrati gli interventi del consigliere regionale Franco Sergio, nativo di Tarsia che ha auspicato una maggiore sinergia tra ente locale e regionale per lo sviluppo museale e culturale del Campo, e di Roque Pugliese, referente della Calabria e consigliere della Comunità ebraica di Napoli che ha ricordato il sacrificio compiuto dai carabinieri durante l’occupazione nazista e ha anche aperto la manifestazione con un momento liturgico in cui alla recita di un salmo è seguito il richiamo solenne attraverso lo chofar, l’antico strumento che ricorda il soffio divino della vita sugli uomini e che veniva suonato prima di entrare nelle camere a gas. Diversi i brani musicali del repertorio musicale ebraico suonati al pianoforte dai maestri Francesco e Vincenzo De Stefano, introdotti da Daniela Scuncia. L’iniziativa è stata prevista nell’ambito delle manifestazioni di commemorazione del Comune di Tarsia per la Giornata della memoria che si concluderanno il 2 febbraio.
Francesca Rennis

Qualche notizia su Virginia Olper (Holper Monis)
Dal sito dell’Enciclopedia Treccani  (da consultare per avere la biografia completa - qui ne ho estratto l’essenziale - e la bibliografia)
Immagini da Amazon
Il padre e il contesto ideologico che gli ruotava intorno favorirono nella giovane quella libertà intellettuale e relazionale che la pose senza pregiudizio e senza timore anche di fronte a scelte anticonformiste, come quella di sposare un cattolico: le costò l’esclusione dai registri ufficiali della comunità ebraica di Venezia, anche se non rinunciò mai al proprio credo religioso.
Impegno civile e letterario: dalla critica d’arte alla condizione della donna. Iniziò una serie di collaborazioni con riviste d’opinione, si applicò alla produzione novellistica, con la pubblicazione di Racconti veneziani e novelle sentimentali (Milano 1893), e alla stesura del suo unico romanzo, Il Raggio (Vicenza 1903).
Morì a Venezia, durante un intervento chirurgico, il 13 settembre 1919.
La sua tomba, nel cimitero israelitico del Lido di Venezia, reca questa scritta:

«Auspicò al bello, al buono, al vero,
perciò nella vita stimata,
nella tomba compianta».


Quella di Virginia Olper Monis è una conoscenza ancora da completare.
Mise in luce il profondo disagio della donna nei diversi aspetti della quotidianità: uno specchio in cui riflettere specificità e meccanismi psicologici del mondo femminile che continuavano a essere soffocati, fraintesi e mortificati. Quasi in contemporanea, Sigmund Freud [dava] origine alla psicanalisi, quasi legittimando la protesta e le richieste di cambiamento dello stesso movimento femminista.
Osò sostenere e proporre, tra le prime in Italia, il divorzio come «eroico rimedio», causando scandalo: non si lasciò condizionare da tali reazioni e mantenne le proprie convinzioni.
I suoi principi, espressi ne Il Movimento etico-sociale e l’Unione morale (Lodi 1899), erano di chiara ispirazione mazziniana, come la necessità di istruire il popolo, di educarlo alla cooperazione e alla solidarietà, di formare nuove coscienze per ottenere una «collettività di masse illuminate, eque, anti-egoistiche» (ibid., p. 14). Con questi obiettivi operò concretamente per organizzare scuole popolari, circoli di lettura, biblioteche, persino un ‘gratuito patrocinio’ popolare, per consulenze legali e amministrative.
Della dottrina di Marx condivideva le rivendicazioni, ma non approvava la spinta rivoluzionaria, generatrice di lotta di classe; cavalcò, invece, l’idea del rinnovamento morale e dell’elevazione dello spirito per mirare alle trasformazioni sociali e plasmare un consorzio umano più solidale e consapevole.
Nell’ultima sua significativa pubblicazione, La donna nella realtà (Padova 1908), trovarono voce il diritto all’istruzione, al lavoro e all’indipendenza economica, all’equiparazione del salario con la controparte maschile. Sollecitò, inoltre, l’opportunità di diventare soggetto politico attivo: votare ma anche essere votata. Sul piano morale, evidenziò l’importanza di sanare la piaga della prostituzione, il dovere di ricercare la paternità per tutte le situazioni di illegittimità in cui al maschio non veniva attribuita alcuna responsabilità, così come per l’adulterio. Ma l’aspetto competitivo tra uomo e donna non rientrò mai nella sua visione sociale. Coerentemente con le sue posizioni pacifiste, sostenne sempre la tesi del ‘mutuo appoggio’, cioè la collocazione dell’uomo e della donna in una dinamica relazionale (famiglia) che privilegiasse, quale elemento connettivo, un rispettoso sentimento e, come scopo comune, l’educazione dei figli.

mercoledì 23 gennaio 2019

Giorni della Memoria a Ferramonti: Comunicato stampa

Comunicato Stampa, 21 gennaio 2019
Presentazione delle manifestazioni per il Giorno della Memoria, Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia (CS)
I GIORNI DELLA MEMORIA 2019
Storia, memoria, identità, diritti umani
nel campo di internamento di Ferramonti di Tarsia
Il prossimo 27 gennaio 2019,  in ricorrenza del Giorno della Memoria, il Comune di Tarsia  fa sì che questo giorno sia utile per rendere la Memoria un elemento vivo: le lezioni del passato sono occasione di riflessione sulle contraddizioni e sulle speranze del nostro tempo. Solo ricordando quello che è stato, possiamo salvaguardare la dimensione democratica della vita oggi.
Il Sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, in stretta collaborazione e sinergia con il Consigliere Delegato alla Cultura, Roberto Cannizzaro e i volontari della Memoria, hanno programmato le iniziative che si svolgeranno non solo nel Campo di Internamento ma anche a Cosenza, a Rossano  e in altri paesi della provincia, grazie alla collaborazione con associazioni locali e scuole. Ecco il calendario degli eventi:

il 14 gennaio inaugurazione della mostra itinerante “Viaggio nella Memoria - Binario 21” presso l’I.I.S. ITE “V. Cosentino” a Rende. 

23 gennaio: presentazione, a cura della Casa Editrice Brenner, del volume “Foto e racconti; dal web al cartaceo; alchimie letterarie” presso la Biblioteca Gustav Brenner del Campo di Ferramonti.

25 gennaio: alle 9.30, Stanislao De Marsanich,  Presidente de I Parchi Letterari®, Mario Ganz, psicologo e psicoterapeuta Junghiano, studioso di Bernhard e Teresina Ciliberti, consulente letteraria del Comitato Dante Alighieri di Cosenza e del Museo della Memoria presenteranno Ernst Bernhard, un “maestro scomodo”,  nella Sala conferenze del Campo.   Seguirà un videomessaggio da parte dell’Ambasciatore di Ferramonti per l’America Latina, Damian Dellaqueva, sul tema dei diritti umani e progettualità culturale. Alle ore 12, il Sindaco Roberto Ameruso, presenterà al pubblico il quadro dono “Calabrische Elegie”, opera del Maestro Fingesten, donato da Riccardo Ehrman, ex internato del campo di Ferramonti di Tarsia.

26 gennaio: Federanziani Senior Italia  presenta la Sciarpa della Pace, e subito il giornalista televisivo Michele Cucuzza presenta e modera “Voci per un dialogo interreligioso” partendo dal testo “Il Sogno di Dio sulla nostra Chiesa” di S.E. Eparca di Lungro Donato Oliverio.

27 gennaio: alla presenza del Vescovo di Rossano Cariati, Mons. Giuseppe Satriano,  del Prefetto di Cosenza Paola Galeone, che consegnerà, presso il Campo di Ferramonti di Tarsia, le medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager, Roque Pugliese, Consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e Referente per la Regione Calabria, si commemora il giorno della memoria.  Saranno presenti i testimoni di quei giorni vissuti a Ferramonti, Dina Smadar ed Eva Porcilan, da Israele, nate nel campo durante l’internamento dei loro genitori, e Yolanda Bentham, figlia dell’internato David Ropschitz. Teresina Ciliberti presenterà il libro “L’ecumenismo «vissuto» Il frate cappuccino Callisto Lopinot cappellano del campo di concentramento a Ferramonti di Tarsia” di Salvatore Belsito. Modera i vari momenti culturali e musicali, la giornalista Fiorenza Gonzales.  Significativo sarà il conferimento del Premio della Pace al Prof. Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri presentato da Maria Cristina Parise, Presidente del Comitato Dante di Cosenza.
Alle ore 15, per lo Spazio Europeo della memoria musicale Federico Mompellio, il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano presenterà il concerto “Il passato che non deve tornare”.

 

28 gennaio: la Comunità Ebraica di Napoli animerà il convegno “Le Leggi Razziali ed il coinvolgimento della scienza”. Saranno presenti: Roberto Ameruso, Roque Pugliese, Franco Sergio, Consigliere Regione Calabria, Corrado Landolina, Sindaco di Zambrone, Patrizia Spadafora, Ricercatore ISN-CNR con la relazione dal titolo Teorie sulla razza ed eugenetica, Anna Golotta, dell’Associazione Virginia Holper Monis, Walter  e  Pina Brenner, figli dell’ex internato Gustav Brenner. Francesca Rennis,dDocente e membro del direttivo ICSAIC, modererà i vari momenti di interventi.

29 gennaio: la Compagnia Teatrale Il Piccolo Chaplin interpreterà lo spettacolo teatrale Vi raccontiamo una storia…” , e a Cosenza, presso il Teatro Morelli,  l’Istituto Scolastico Zumbini 1 animerà il convegno  “A scuola di Memoria”.
30 gennaio: gli alunni dell’ I.C. Torano Castello-Lattarico presenteranno il cortometraggio “Solitudini con esibizione finale dell’orchestra dell’istituto.
Le manifestazioni si concluderanno il 2 febbraio con la rappresentazione della spettacolo teatrale “La partita di scacchi” a cura dell’Associazione Maschere e Volto.
Per tutti i giorni di commemorazioni sarà possibile partecipare alla campagna internazionale  #WeRemember, promossa dalla World Jewish Congress, attraverso una foto nel campo che verrà pubblicata sui social.

Per informazioni:

venerdì 18 gennaio 2019

I Giorni della Memoria 2019 a Ferramonti

Ampio e interessante il programma degli eventi per il Giorno della Memoria che si svolgeranno presso l'ex campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia.
Eventi che, iniziati lunedì 14 gennaio, si concluderanno mercoledì 30 gennaio.
Alcuni punti del programma sono ancora in via di definizione, per cui vi invito di dare ogni tanto un'occhiata di verifica.
La manifestazione ha il patrocinio della Comunità ebraica di Napoli e di Shavei Israel.

(sono evidenziati in giallo gli appuntamenti previsti in altre località della Calabria: Rende, Tarsia, Rossano, Cosenza)

Testi e immagini: dal sito Parchi letterari 


Il Comune di Tarsia,
con la Regione Calabria, il Consiglio regionale della Calabria,
la Provincia di Cosenza, la Comunità Ebraica di Napoli,
il Comitato Società Dante Alighieri diCosenzaI Parchi Letterari - Parco Letterario Ernst Bernhard,
Vi invita a
I GIORNI DELLA MEMORIA 
Storia, Memoria, Identità e Diritti Umani
nel Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia 

Dal 14 al 26 Gennaio 2019 - Mostra itinerante VIAGGIO NELLA MEMORIA - BINARIO 21” a cura dell’I.I.S. “V. Cosentino” - IPAA “F. Todaro”, Via Leonida Repaci, Rende. 


Dal 14 al 30 Gennaio 2019 - Proiezione film sul tema Memoria e Shoah a cura della Compagnia Teatrale Luci nelle Grotte
Le proiezioni si terranno nel Piccolo Teatro Popolare di Tarsia.

Dal 14 al 30 Gennaio 2019 - Mostra personale “Incubi” a cura dell’artista Luigi Palermo. 

Dal 26 al 29 Gennaio 2019 - Incontri con i testimoni: Yolanda Bentham (Inghilterra), Eva Porcilan e Dina Smadar (Israele) 
  
14 gennaio 2019 
Ore 9.00 - Auditorium “Giovanni Paolo II” ITE Vincenzo Cosentino, Via Leonida Repaci - Rende: Cerimonia inaugurale della Mostra itinerante VIAGGIO NELLA MEMORIA - BINARIO 21” 

19 gennaio 2019
Sala conferenze Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia 
Spettacolo teatrale La partita di scacchi” a cura dell'Associazione Maschere e Volto. 

23 gennaio 2019 
Ore 9.30 – Biblioteca Gustav Brenner del Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia 
Il Ricordo, il Racconto e la Memoria. Presentazione del volume Foto e racconti; dal web al cartaceo; alchimie letterarie, a cura della Casa Editrice Brenner 



25 gennaio 2019 
Ore 9.30 - Sala conferenze Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia: Ernst Bernhard un “maestro scomodo” - a cura de I Parchi Letterari 
Roberto Ameruso - Sindaco di Tarsia 
Roberto Cannizzaro - Consigliere delegato alla cultura Comune di Tarsia 
Stanislao de Marsanich  - Presidente de I Parchi Letterari
Mario Ganz - Psicologo e psicoterapeuta Junghiano 
Teresina Ciliberti - Consulente letteraria del Comitato Dante Alighieri di Cosenza e del Museo della Memoria

Ore 11.30 Diritti Umani e progettualità culturaleDamian Dellaqueva - Ambasciatore di Ferramonti per l’America Latina

26 gennaio 2019 
Ore 10.00 - Sala conferenze Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia. Federanziani Senior Italia presenta la Sciarpa della Pace 

Ore 10.30 Voci per un dialogo interreligioso. Presentazione del libro “Il Sogno di Dio sulla nostra Chiesa” 
Roberto Ameruso Sindaco di Tarsia 
Roberto Cannizzaro - Consigliere Delegato Cultura Comune di Tarsia
S. E. Mons. Donato Oliverio - Vescovo Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale e autore del libro 
Marinella Tumino - Docente e autrice de L’urlo del Danubio
Modera Teresina Ciliberti - Consulente letteraria del Comitato Dante Alighieri di Cosenza e del Museo della Memoria 

27 gennaio 2019 - Giorno della Memoria 
0re 9.30 - Celebrazione religiosa e deposizione corona al monumento dedicato agli internati di Ferramonti. Don Natale Caruso - Parroco di Tarsia 

Ore 10.00 - Sala conferenze Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia 
Roberto Ameruso Sindaco di Tarsia 
S. E. Mons. Giuseppe Satriano - Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati 
S. E. dott.ssa Paola Galeone - Prefetto di Cosenza 
Roque Pugliese - Consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e Referente per la Regione Calabria 
Roberto Musmanno - Assessore Regione Calabria
Maria Cristina Parise Martirano - Presidente del Comitato Dante Alighieri di Cosenza 
Andrea Riccardi - Presidente della Società Dante Alighieri 
Modera: Fiorenza Gonzales - Giornalista 

Consegna delle medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager

Ore 11.00 Presentazione del libro L'ecumenismo «vissuto». Il frate cappuccino Callisto Lopinot cappellano del campo di concentramento a Ferramonti di Tarsia” 
Salvatore Belsito - Autore del libro 
Demetrio Guzzardi - Editore 
Teresina Ciliberti Consulente letteraria del Comitato Dante Alighieri di Cosenza e del Museo della Memoria 

Ore 12.00 Conferimento del Premio della Pace al Prof. Andrea RiccardiPresidente della Società Dante Alighieri.
 
Ore 15.30 Concerto “Il passato che non deve tornare a cura del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano Spazio Europeo della memoria musicale Federico Mompellio

Ore 19.30 - P.zza Steri - Rossano Centro Storico Le forme della Memoria – a cura del Circolo Culturale Rossanese “Giuseppe Converso” 

28 gennaio 2019 
Ore 9.30 - Sala conferenze Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia. Le Leggi Razziali ed il coinvolgimento della scienza - a cura della Comunità Ebraica di Napoli 
Roberto Ameruso - Sindaco di Tarsia 
Roque Pugliese - Consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e Referente per la Regione Calabria 
Franco Sergio - Consigliere Regione Calabria 
Corrado Landolina - Sindaco di Zambrone (VV)
Patrizia Spadafora - Ricercatore ISN-CNR - Teorie sulla razza ed eugenetica 
Walter Brenner - Editore 
Anna Golotta - Associazione Virginia Holper Monis 
Conclusioni: Pina Brenner figlia di Gustav Brenner, ex internato 
Modera: Francesca Rennis -Docente e Scrittrice 

29 gennaio 2019 
Ore 9.30 - Sala conferenze Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia. Spettacolo teatrale “Vi raccontiamo una storia…” a cura della Compagnia Teatrale Il Piccolo Chaplin. 

Ore 10.00 – Teatro Morelli, Cosenza. A scuola di Memoria – a cura dell’Istituto Scolastico Zumbini 1, Cosenza 

30 gennaio 2019 
Ore 9.30 - Sala conferenze Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia. 
Dall’Indifferenza alle Solitudini” - Presentazione del cortometraggio “Solitudini” realizzato dagli alunni dell’ I.C. Torano Castello Lattarico. Regia di Francesca Manna, laboratorio di scrittura creativa Vincenzo Mirabelli, musiche della pianista Gyusi Caruso 
Roberto Ameruso - Sindaco di Tarsia
Maria Pia D’Andrea - Dirigente dell’ I.C. Torano Castello Lattarico. 
Alberto Scigliano - Esperto in Storia ebraica e della Shoah 
Modera: Gianluca Veltri - Giornalista 

Esibizione finale dell’Orchestra dell’ I.C. Torano Castello Lattarico. 

info: Settore Cultura e Turismo - Piazzale S. Francesco - Tel. 0981.1902328 – 379.1728071 

martedì 12 giugno 2018

Cattedra della pace a Ferramonti


Inaugurazione della Cattedra della pace
presso l’ex campo di internamento a Ferramonti di Tarsia
di Domenica Sorrenti

Foto da Diritto di cronaca.Tutte le altre foto sono di Domenica Sorrenti
A Ferramonti di Tarsia, presso il Museo dell’ex campo di internamento, lunedì 28 maggio 2018, alle ore 17,00, si è tenuta l’inaugurazione della cattedra della pace, la cui presidenza è stata affidata al carismatico professore Giancarlo Elia Valori già detentore di altre cattedre presso l’Università di Gerusalemme, di Pechino e di New York.
Al tavolo dei convenuti, oltre al professore Valori erano presenti Roberto Ameruso, sindaco di Tarsia, il rabbino Umberto Piperno, il responsabile per la Calabria della Comunità ebraica di Napoli, dottor Roque Pugliese, e l’editore Walter Brenner.
I lavori sono stati aperti dal sindaco, il quale ha ringraziato i convenuti, le autorità civili, militari e religiose e la popolazione accorsa in gran numero. Ha affermato che l’ex campo di internamento è divenuto oggi simbolo internazionale per la memoria, un posto originariamente destinato alla sofferenza ed all’annientamento è stato trasformato in un luogo riservato all’educazione alla pace, alla risoluzione delle controversie tra i popoli. La scuola in Management, Relazioni internazionali e Business sarà destinata a partecipanti provenienti da ogni parte del mondo e servirà a prevenire l’insorgenza di nuovi populismi, alla creazione di una nuova umanità ed un Nuovo Rinascimento.
Infatti il campo di Ferramonti, collocato in un territorio soggetto a bonifica per la malaria, ha visto l’arrivo graduale di oltre duemila internati tra ebrei provenienti da nazioni europee diverse, nemici del regime fascista e slavi. La vita nel campo non fu così deprecabile come in altre situazioni analoghe, e la popolazione locale interagì con i prigionieri offrendo loro aiuto e sostegno. Quando arrivò la richiesta del loro trasferimento nei campi di sterminio nazisti, le autorità del campo vi si opposero inscenando un’epidemia di tifo e non permisero che alcuno venisse deportato, salvando loro la vita.
Dopo i saluti del rappresentante della Provincia di Cosenza, l’assessore Marco Ambrogio, si è passati alla consegna del premio Cultura 2018 all’insigne professore Alexander Grigorievich Zvyagintsev, scrittore, editore e produttore cinematografico a respiro universale per aver prodotto il miglior film dell’anno 2018, «Sobibor», in cui, in un campo di concentramento in Polonia, gli ebrei internati attuarono una rivolta riuscendo a riconquistare la propria libertà.
I lavori sono proseguiti con l’intervento del professore Giancarlo Elia Valori, il quale si è dichiarato onorato di presiedere la Cattedra della pace, conquista inestimabile della volontà umana, a dimostrazione del dinamismo del primo cittadino che si è prodigato per mantenere viva la Memoria e per creare ponti di collegamento tra culture di paesi diversi. La Memoria, ha asserito, deve essere il filo conduttore che serve a legare le generazioni, per combattere l’indifferenza, per ripudiare ogni forma di integralismo e di estremismo al fine di edificare una società fondata sul rispetto, sulla riconciliazione, nel segno dell’amore e della fratellanza.
Il professor Valori, rimasto orfano giovanissimo, ha ereditato i sentimenti di solidarietà e dell’amore verso il prossimo dalla madre Emilia, donna pia che si è prodigata per salvare molte vite umane, insignita della medaglia d’oro al Merito Civile dal Presidente della Repubblica ed in seguito, chiamata a piantare un albero presso il Giardino dei Giusti di Gerusalemme.
Il premio Cultura 2018 è stato conferito anche al rabbino capo della Russia, rav Berel Lazar per il suo impegno nella costruzione della pace con saggezza illuminata, a sostegno dei diritti fondamentali e della dignità umana. Non potendo ritirare il premio personalmente, il rabbino Lazar ha inviato da Mosca un messaggio in cui ha ricordato lo zio internato nel campo di Ferramonti, morto poi a 102 anni, si è congratulato con il sindaco di Tarsia per tutte le attività messe in campo e si è complimentato con il professore Valori per i suoi impegni per il mantenimento della pace in diverse parti del globo.
Quest’ultimo, nel 1983, si è adoperato per creare buone relazioni tra Cina ed Israele in un momento abbastanza complicato, mentre, nel 1986, è riuscito a far liberare tre ebrei francesi in mano ad Hezbollah, chiedendo di intervenire sull’imam Khomeini al dittatore Kim II Sung, grazie all’antica amicizia che li legava per l’abitudine di trascorre a Pyongyang due periodi di vacanza all’anno con la madre Emilia. Questa operazione fece sì che l’allora presidente della repubblica francese, François Mitterand lo insignisse della “Legion d’onore”.
La recentissima scarcerazione dei tre prigionieri americani, detenuti in Corea del Nord, è una conquista ottenuta sempre grazie all’intermediazione del professor Valori con il dittatore Kim Jung-on per conto del presidente Trump. L’intermediazione in Corea ha creato i presupposti per l’incontro di oggi, 12 giugno, tra i due Capi di Stato.
Rivolgendosi allo scrittore Zvyagintsev ed alla delegazione dell’Ambasciata russa, il professor Valori ha chiesto loro di farsi portavoce della necessità di un dialogo ed una conveniente cooperazione tra Russia e Stati Uniti non solo per stabilizzare il Medio Oriente, ma soprattutto per lottare contro l’estremismo islamico, tentando un coinvolgimento anche della Cina.
Discorsi di grande respiro internazionale sono stati fatti nell’ex campo di internamento ed essi avranno sicuramente un seguito per la grande caratura morale degli attori principali.
L’intermezzo musicale eseguito magistralmente dal duo pianistico dei fratelli De Stefano ha ristorato gli animi ed ha confermato che la musica è il ponte della pace.
Non è mancato l’intervento del rabbino capo Umberto Piperno, sempre presente nelle iniziative per la Memoria a Ferramonti, che, con la sua lectio magistralis, ha augurato che lo spirito di Tarsia possa guidare costantemente i giovani ed i meno giovani in un dialogo sempre più amichevole e sempre più approfondito.
Ha commosso gli astanti la lettura da parte del dottor Roque Pugliese di alcuni versi del capitolo 2 del profeta Isaia contenenti la profezia che ci auguriamo si avveri, “forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci, una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione e non insegneranno più la guerra”.
Le mattonelle delle nonne che hanno lavorato per il progetto “La sciarpa della pace-sul filo della Cultura, per non perdere la Memoria”, sono state consegnate ai convitati ed alle Autorità dalla presidente Maria Brunella Stancato. La tappa fondamentale del progetto sarà l’anno prossimo a Matera, capitale europea della Cultura 2019.
Mentre il libro “Shoah e conflitto di civiltà”, ultima fatica del professor Valori, pubblicato dalla casa editrice Brenner appartenente ai figli di Gustav Brenner, l’ebreo austriaco internato nel campo che, una volta libero, decise di rimanere in Calabria per creare la sua attività e la sua famiglia, non deve servire ad occupare uno spazio nella biblioteca personale ma deve essere letto, meditato e preso come impegno a dare il proprio piccolo contributo, deve servire come sprone ad imitare il professor Valori affinché le sue fatiche vedano presto una realizzazione.
Il pensiero del professore è che la pace ha bisogno della Cultura della pace e, come le guerre si preparano nelle menti degli uomini, così anche la pace deve essere preparata e l’unico modo per conquistarla è agire sugli individui ed insegnare loro il rispetto, la convivenza pacifica e l’accettazione dell’altro, senza dimenticare che fare memoria è uno straordinario strumento per la costruzione della pace.
La serata si è conclusa con un rinfresco a base di frutta offerto dall’Amministrazione Comunale di Tarsia.