Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

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venerdì 5 febbraio 2010

Rosh Hodesh (nuovo mese)

I mesi nel calendario ebraico sono determinati dal ciclo lunare: il nuovo mese inizia quando la luna nuova appare. In origine, il significato del mese lunare era piu' ampio che non la semplice misura del tempo. In epoca biblica, i cicli del Hamaor Hakatan (piccolo luminare – Genesi 1, 16) ricordava la creazione del mondo e veniva celebrata ogni nuova lunazione (cfr. 1 Samuele 20; 2 Re 4:23; Isaia 1:13; Amos 8:5; Salmo 81:4 ed Ezra 45:17). Tutte le feste, ad eccezione dello Shabbat, sono celebrate ad una data precisa e quindi legate al ciclo lunare.

La Mishnah descrive in dettaglio la procedura che portava all’annuncio del nuovo mese all’epoca del tempio (M. Rosh Hashanah 2:5-7). Rosh hodesh e' diventato un momento liturgico meno importante dopo la distruzione del tempio, la scomparsa del sinedrio e dopo che e' stato istuito un sistema di calcolo per il calendario. Oggi il nuovo mese e' annunciato in sinagoga lo Shabbat che lo precede e alla liturgia del giorno vengono portati dei cambiamenti, come l’aggiunta dell’ Hallel (Salmo 113 a 118).

Nelle nostre comunita' solo il primo giorno del mese e' considerato come Rosh Hodesh. Nelle altre comunita', quando il mese e' di 30 giorni, l’ultimo giorno del mese precedente e' considerato pure come Rosh Hodesh, poiche' una parte di quel giorno e' gia' nuovo mese, dato che la rotazione lunare dura 29 giorni e un quarto.

Se Rosh hodesh e' rimasto un giorno feriale, una antica tradizione dichiara Rosh Hodeshfesta delle donne. La relazione tra la donna e Rosh Hodesh ha probabilmente come origine il parallelo tra il ciclo lunare e quello mestruale. Le donne ebree dovevano astenersi da ogni lavoro, o almeno da quelli piu' pesanti (Y. Taanit 1:6; Tosafot Rosh Hashanah 23a; Aroukh hashulkhan orah hayim 417:10). Secondo una leggenda, D-o le ricompenso' cosi' per aver rifiutato di partecipare alla costruzione del vitello d’oro e di dare i loro gioielli per decorarlo (Targun yionathan su Esodo 32:3). Oggi alcune donne danno una nuova interpretazione di questo giorno: ristabilire la antica tradizione di giorno non lavorativo per le donne e celebrare degli uffizi.

Rosh Hodesh serve, per gli uomini come per le donne, da richiamo per un ritmo particolare della vita, il ritmo scandito dal tempo ebraico.

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