Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

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venerdì 19 dicembre 2008

Chanukkà a Trani

Comunità Ebraica di Napoli - Sezione di Trani
segretariato via dell’Industria 93 – 70051 Barletta
tel/fax 0883950639 cell 3402381725



Al tramonto di domenica 21 dicembre presso la Sinagoga Scolanova di Trani
verrà accesa la prima luce della festa di Channukkà.
Il presidente dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane Avv. RENZO GATTEGNA
e la Comunità madre di Napoli
saranno a Trani a condividere con la comunità ebraica pugliese
la "Festa delle Luci".

Domenica 21 dicembre è per Trani ebraica un giorno fondamentale nella crescita dell'Ebraismo in Puglia.
Il presidente dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane Avv. Renzo Gattegna sarà a Trani domenica 21 dicembre in occasione dell'accensione della prima luce della festa di Channukkà (ore 17,00 presso la Sinagoga Scolanova).
Assieme al Presidente dell'UCEI saranno a Trani il consigliere dell'UCEI Fabrizio Gallichi, il presidente della Comunità di Napoli Pierluigi Campagnano, il Ministro di Culto della Comunità di Napoli Pierpaolo Punturello e diverse delegazioni ebraiche da Napoli, Roma e altre città del Mezzogiorno.
La festa di Chanukkà cade il 25 del mese ebraico di Kislev e ricorda la vittoria dei Maccabei sugli ellenisti al tempo di Antioco Epifane.
Come scrive Pierpaolo Punturello, "Chanukkà è la celebrazione di un grande canto per la nostra identità ebraica che "vive" (e non "sopravvive"), nonostante tutti i tentativi di aggressione culturale, di eliminazione fisica e di oblio".
A simbolo di questa vittoria, i Maestri comandarono l’accensione dei lumi ponendo così l’accento non tanto sulla vittoria dei Macca­bei quanto piuttosto sull’atto con cui essi riconsacrarono il Tempio di Gerusalemme do­po che era stato profanato con l’in­troduzione dell’idolatria: l’accensione della lampada che ardeva perennemente nel Santuario pose fine alla pro­fanazione.
I Maccabei, dopo aver scon­fitto il nemico greco cercarono e non trova­rono che una sola ampolla d’olio ri­masta pura perché ancora chiusa con il si­gillo del Sommo Sacerdote.
Questa ampolla sarebbe bastata per illuminare il Tem­pio un solo giorno ma accadde un miracolo e così l'olio dell'ampolla bastò per otto giorni, il tempo sufficiente per procurarsi nuovo olio purissimo.
La presenza del Presidente dell'UCEI e di numerose autorità ebraiche a Trani nell'accensione della prima luce di Channukkà è non soltanto simbolo dell'identità ebraica ritrovata nella riconsacrazione dell'antico Tempio ma altresì un segno anche istituzionale della vicinanza delle Istituzioni ebraiche alla piccola comunità ebraica pugliese.
Ciò rende la prosssima Channukkà densa di significati alla luce di un anno ebraico 5769 che si preannuncia ricco di vita culturale ebraica nel Mezzogiorno e in particolare a Trani, prossima città capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica (6 settembre 2009).
Nel pomeriggio si terrà presso la Sinagoga Scolanova il Consiglio della Comunità di Napoli, il primo che si tiene nella Sezione tranese.
Al tramonto, l'accensione della prima luce di Channukkà alla grande Channukkià (il candelabro a 8 braccia) della Sinagoga Scolanova.
La festa sarà anche allietata dai canti tipici della Festa delle Luci e dai dolci che saranno preparati per l'occasione.

Siete tutti invitati, Felice Channukkà a tutti!

Riflessione su Chanukkà di Pierpaolo Pinchas Punturello, ministro di culto della Comunità ebraica di Napoli
Nel Diario di Anna Frank, Chanukkà è l’unica festività che Anna racconta descrivendo le difficoltà del nascondiglio e la scarsità di candele che “… non abbiamo tenute accese che per dieci minuti; ma è andato tutto egualmente bene perché ciò che più importava, i canti rituali sono continuati a lungo…” (Diario di Anna Frank lunedì 7 dicembre 1942)
Non potremo mai sapere quanto fosse profonda la consapevolezza ebraica della giovane Anna che in poche righe scolpiva l’essenza di Chanukkà: i canti rituali che continuano a lungo.
Se leggiamo superficialmente le pagine della Storia siamo portati a pensare che la persecuzione ellenista non fosse poi in fondo così tremenda.
Cosa chiesero i Greci agli Ebrei ? "Solo" la loro assimilazione che è cosa ben diversa dal progetto di distruzione dei giorni bui di Anna Frank ma non è certo meno pericolosa.
Il motto ellenista infatti era: “ Assimilatevi a noi e sarete salvi”; i numeri dettero ragione ai Greci e tanti Ebrei imboccarono la strada della assimilazione ma l’intervento armato dei pochi Maccabei ha fatto in modo che noi fossimo qui a ricordare una vittoria militare che fu soprattutto una vittoria spirituale: la vittoria di chi non volle cancellare se stesso per sopravvivere in una vita altrui.
Troppo ovvio e doloroso sarebbe il paragone con i nostri giorni nei quali viviamo vite altrui senza neanche avere come alibi la minaccia ellenista ma allo stesso tempo torniamo a fare domande ebraiche che non pensavamo avremmo più fatto nessuno, tantomeno a noi stessi.
In ognuno di noi sembra esserci un maccabeo in attesa, un ebreo che non riusciamo a zittire e chiede e pretende risposte alle sue domande.
Volendo possiamo anche ignorare il grido silenzioso dell’identità ebraica ma semplicemente rimandiamo il problema alla generazione che verrà dopo di noi, che forse avrà ancora più domande e certamente meno strumenti per affrontarle.
Chanukkà porta con se l’idea che ogni ebreo o figlio di ebreo o nipote di ebreo arriverà un giorno ad affermare con le parole di Hannah Arendt: “… Ho sempre considerato la mia ebraicità come uno di quei fatti indiscutibili della mia vita, che non ho mai desiderato cambiare o ripudiare…”.
Quando cominceremo a vivere semplicemente da ebrei, solo allora avremmo davvero sconfitto tutti i tentativi di annientamento del nostro popolo.

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