Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

IN PRIMO PIANO: eventi e appuntamenti

27 gennaio 2019: Giorno della memoria

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mercoledì 23 gennaio 2019

Documenti sulla presenza ebraica a Castrovillari

Già altre volte ho parlato di Castrovillari.
Torno a farlo oggi con questo sunto documentario sulla Castrovillari ebraica che mi è stato invitato
da Ines Ferrante, dell’associazione culturale
Mystica Calabria” (sito internet e gruppo Facebook),
che ringrazio di cuore.

  


Per maggiori informazioni su Palazzo Salituri alla Giudecca e sulla sua adombrata menorah, può essere interessante seguire il gruppo Facebook Palazzo ex-Salituri e la "Giudeca" di Castrovillari 

1276 - Le prime notizie storiche sulla Judecha castrovillarese risalgono al 1276: dalla Taxatio subventionis Vallis Cratis et Terrae Jordanae risulta che la comunità ebraica di Castrovillari era al quarto posto dopo quella di Reggio Calabria e prima di quella cosentina. Il gruppo ebraico castrovillarese è attestato in un registro di tasse tra il 1276-77, con 3 once, 19 tarì e 16 grani.
1377 - La Giudecca castrovillarese è menzionata in un atto del 1377 relativo ad una chiesa intitolata a Santa Caterina e costruita al suo interno dal nobile Giovanni Greco.

Nel XV secolo la comunità giudaica castrovillarese
doveva essere abbastanza fiorente: nei registri della chiesa di san Giuliano
compaiono dal 1450 al 1492 i pagamenti fatti per l'affitto di case
(una delle quali era adibita a sinagoga),
vigne, giardini, campi e un forno
(ancora nel 1505 gli ebrei avevano proprietà in affitto da questa chiesa),
ma negli anni che vanno dal 1480, 1488, 1489 al 1493,
si verificarono dispute tra gli ebrei ed il Comune sempre in materia fiscale.

1466 - Mosè Gazi e Abramuccio Russo conclusero con il nobile cosentino Nicola Antonio de Caroleis un accordo per l'affitto di un piccolo locale sito tra le mura della città e la Giudecca al prezzo di 10 grani annui.
1468 - Gli ebrei di Castrovillari ottennero un grande privilegio per prestare denaro dal re Ferrante.
1472 - Venne locato un orto e una fornace per fare la calce situati nella contrada Terrone, poco fuori dal Portello dei Giudei, non lontano dalla Sinagoga. Sappiamo che la zona del Portello era sulla via che porta al fiume Coscile e che il sito Terrone doveva essere l’area sepolcrale dei Giudei di Castrovillari.
1473 - Un contratto, rogato il 12 gennaio 1473 dal notaio Troilo Terranova, menziona un certo Cola Ferraro che donò in concessione una casa ad Anania de Minaem, ebrea, nella contrata della Iudeca.
1480 - Conduceva traffici commerciali a Castrovillari Aron fisico di Montalto insieme a Sabato de lo Russo, probabilmente suo fratello, e fece ricorso contro l'Universitas della città che voleva tassare la sua attività.
1481 - Amministrava in veste di banchiere (teneva un banco del prestito) il medico Maestro Davide phisico di Tricarico che si era visto attribuire una tassa, da lui ritenuta eccessiva, di 70 ducati.
1483 - Mosè Polito ottenne dal Comune il permesso di ampliare la propria abitazione posta nel feudo di Sclavello, vicina a quelli degli eredi di un certo Minach, a ridosso delle mura, avendo però cura di aggiungere dei merli al tetto e di aprire una porta in corrispondenza del Portello de li iudei fornita di una chiave che sarebbe stata consegnata al sindaco della città.
1485 - Il 14 giugno del 1485 «Haym Angeli de Trevi abitatori in Montealto» acquista cento libri della Bibbia stampati in ebraico da consegnare entro tre mesi a Castrovillari da un tale Iosef di Angelo, cittadino romano, al prezzo di 440 capi di bestiame minuto.
Via Giudea a Castrovillari (da Paese24)
1488 - La Comunità ebraica di Castrovillari fu tra quelle per cui la Sommaria ordinò al tesoriere provinciale di non esigere pagamenti ulteriori, dal momento che essa corrispondeva già la tassazione ordinaria (sali et fochi) e che partecipava al tributo straordinario di 6.000 ducati allora imposto. L’ordine fu poi ripetuto nel 1489, dal momento che la Comunità pagava i tributi ordinari per Natale, Pasqua e in Agosto.
1491 - Nel fondo «Corporazioni religiose» alla c. 163r del Quaternus dell’anno 1491 si legge: «Item ponimus locasse casalenum unum in platea siri Paulo Vito pro scola». Ancora a c. 164r: «Item ponimus habere domum unam seu muschitam iudearum cum certo gayfo seu portico». Paolo de Vitis, sacerdote e procuratore del clero di San Giuliano, dotto conoscitore del greco, compilatore della platea dei beni del monastero italo-greco di San Basilio Craterete, doveva gestire la casa alla Piazza della Giudecca adibita alla cosiddetta «scuola» degli ebrei, da molti storici locali erroneamente intesa come sinagoga che si trovava annessa alla chiesa di San Giuliano, situata, dunque, ben lontana rispetto alla sua reale ubicazione e, per giunta, incorporata ad una chiesa di rito cattolico. Si trovava, invece, nel quartiere della Giudecca, presso il Portello dei Giudei, in una domus che era solamente di proprietà del clero di San Giuliano. Ce ne danno ulteriore conferma altre fonti d’archivio, pertinenti a rogiti notarili della prima metà del XVI secolo.
1491 - Decisero di trasferirsi a Castrovillari da Napoli i provenzali Vitale Cassi e Salomone Natan, suo cognato.
1493/1494 - La Sommaria si mosse nuovamente in favore degli ebrei di Castrovillari nel 1493, quando ingiunse al capitano di ritirare un bando da lui emesso e di permettere agli ebrei di proseguire le proprie attività economiche e nel 1494, quando sottolineò che gli ebrei non dovevano essere sottoposti a tassazione, dal momento che avevano ottenuto un privilegio dal sovrano.
1498 - Lionetto Musitano da Castrovillari fu nominato dalla Corona giudice dei correligionari cittadini
1501 - un contratto rogato dal notaio Alfonso di Perna il 6 aprile 1501, notifica l’acquisto di una casa da parte di Adriano Musitano comprata da Sciabida Rosso, giudeo, posta dentro Castrovillari nella contrada della Piazza de la Iudeca.

Castrovillari: Palazzo Salituri alla Giudecca (da Paese24)
1504 - un contratto rogato dal notaio Loisio Papasidero il 19 aprile 1504, notifica l’acquisto di un casalino da parte di Adriano Musitano dall’ebrea Annucchia. (Giulia e Zenobia Musitano dichiarano di essere in possesso per eredità di una taverna, consistente in più membri e con tre botteghe, posta nella contrada della Piazza di San Giuliano di Castrovillari, confinante con le case di Tommaso Rodolfo, panettiere di Castrovillari. Quest’ultimo doveva essere probabilmente un ebreo di origine tedesca impiantatosi a Castrovillari, che esercitava il mestiere di panettiere.
1509 - E' attestata la presenza in città di un israelita proveniente dalla penisola iberica, Maestro Mosè de Peres, che avendo preso in affitto una vigna in località Bagnano, dava in cambio un gioiello, delle perle e una cintura d’argento.
1510 - Sappiamo anche di un’ebraica casa palatiata confinante con la casa di San Giovanni Gerosolimitano mediante muro communi e con la casa del monastero di San Francesco e di un’altra abitazione appartenuta a tal Ysac Levit confinante con la chiesa di San Leonardo quadam planicie mediante e con la via pubblica. La sinagoga di Castrovillari era ancora attestata nel 1510, quando un’ebrea, di nome Annucia de Santo, aveva fatto una donazione di 10 ducati in memoria del figlio, subito revocata alla scoperta che l’uomo era ancora vivo. Nello stesso anno Maestro Josef Albufactzi era testimoniato in città all’atto di affittare una grande casa sita nel quartiere ebraico iuxta domum Sancti Iohannis Ierosolimitani muro comuni mediante, iuxta domum monasterii Sancti Francisci muro etiam comuni mediante, che egli aveva a sua volta in affitto dalla nobile Loysia de Pistoya, ad Antonuccio di Franco, al prezzo di 13 tarì annui.
1511 - Il 24 giugno 1511 Antonuccio di Franco vende al clero di San Giuliano e, per esso, al cappellano Antonello Bruno ed al procuratore Antonino Pittaro, diversi beni stabili. Tra questi una casa palazziata, cum quandam turricula adiacente, sita nella contrada ubi dicitur lo Portello de li Iudei, in confinio iuxta domum dictam la scola de li iudei, muro comuni mediante, iuxta domum Adriani Musitani que fuit Iaco de Daneli, muro comuni mediante, iuxta domum Iohannis Hostulani dicti et nominati Fragasso, muro quoque mediante comuni et alios fines (Archivio di Stato sez. di Castrovillari, fondo notarile, notaio Luigi Donato senior, protocollo anno 1510-1511, cc. 193v-194r). Al 1511 risale, anche, la vicenda di Monna Lea, vedova di Sciabida Russo (detto anche de Regina) e madre di Raffaele e Gioia: ella si trovava allora in procinto di partire a seguito del decreto di espulsione e, dovendo risarcire vari debiti contratti per mantenere la famiglia, chiese ed ottenne di poter alienare l’unico bene rimastole nella situazione di indigenza in cui ormai versava, ovvero una casa posta nella Giudecca. Anche Maestro Isac Levit si trovò nello stesso anno a vendere per 35 ducati a Maestro Calvano Greco la casa, sita nel quartiere ebraico (o di San Leonardo, come si dice nel documento) vicino all’abitazione del correligionario Mosè de Peres, il quale a sua volta, circa un mese dopo, vendette la propria ad Antonino Pittari per 300 tomoli di grano e mezza canna di velluto nero calabrese. Di norma gli ebrei non potevano possedere terreni e quelli che affittavano li facevano coltivare da altri, ma sappiamo che tra il 1510 e il 1511 alcuni iniziarono a disfarsi anche degli appezzamenti di terreno, come testimoniato dalla vendita operata dall’ebrea Rael, detta Ribiczi, che, con il consenso dei fratelli Abramo e Midu, dette al nobile Battista Targiano una proprietà con vigne, alberi e olivi, sita in località Fabrice, per 21 ducati. Anche il già ricordato Mosè de Peres vendette nel 1511 un pezzo di terra con vigna. Gli ebrei decisero, in quell' occasione, di lasciare all’Universitas la loro Sinagoga, con la promessa di poterla riavere allorquando fossero tornati
1512 - la Sommaria dette ordine al tesoriere di rimuovere dai ruoli fiscali di Castrovillari 2 famiglie di cristiani novelli (*) (quelle di Berardino Ingravera e Giancarlo de Gaeta) e 7 di ebrei (Iosep Abufaczia, Midu dello Rebbi, Habraham dello Rebbi, Moyses de Peres, Isac Levit de Annucz, Baruc Sacerdoto, Salamon Cucubrelli, Laczaro Habeo e Sciabuczo de Levi de Altomonte) dal momento che tutti si erano ormai allontanati.

La possibile menorah affrescata all'interno di Palazzo Salituri alla Giudecca

In sostanza nel 1511 gli ebrei vennero scacciati dal regno di Napoli
da Ferdinando il Cattolico, ma un decennio dopo, già rientrati a Castrovillari,
conducevano nuovamente case (sinagoga compresa) e terreni in affitto
dalla chiesa di San Giuliano, come testimoniano una serie di protocolli
notarili e di registrazioni degli introiti della chiesa stessa
per il periodo 1521-1539.

1525 - la Sommaria, sollecitata dai proti degli ebrei del Regno, si era pronunciata affinché il duca di Castrovillari non ponesse ostacoli alla raccolta delle tasse in città
1532 - E' attestata anche la presenza della famiglia Campigno (il figlio Davide, alias Raffaele, ed il padre Jacob, ormai vedovo di Preziosa).
1533 - Da un atto risulta che venne locato a Federico Musitano un portico sito in contrada Portelli presso la Sinagoga.
1535 - Il 22 novembre 1535 il reverendo Sisto Signazzi, vescovo di Vico, compra da Battista Romano un fondaco in loco dicto lo Portello de li Iudei, iuxta domum venerande ecclesie Sancti Iuliani, quam tenent Iudei pro schola
1541- Gli ebrei vennero definitivamente scacciati dal regno di Napoli a meno che non si convertissero al cristianesimo (neofiti). Dal resoconto di un procuratore della chiesa di San Giuliano si rileva che si davano tre carlini ad ogni ebreo rimasto che riceveva il battesim(°).
1562 - Da un atto del 1562 sappiamo che il reddito annuo derivante dalla locazione del portico esistente davanti l’ex Sinagoga era di grana cinque.

Bibliografia

Fondo Corporazioni religiose, Archivio di Stato sezione di Castrovillari, vol. 1, busta n. 1
N. Ferorelli, Gli ebrei nell’Italia Meridionale dall’età romana al secolo XVIII, riedizione a cura di Filena Patroni Griffi, Napoli 1990.
C. Colafemmina, Per la storia degli ebrei in Calabria. Saggi e documenti, Soveria Mannelli 1996
T.Rizzo, Gli ebrei a Castrovillari tra il XV e il XV secolo, in Sefer Yuhasin 16-17 (2000-2001), pp. 47-55.
C. Colafemmina, The Jews in Calabria, Leiden-Boston 2012.
G. Russo, Inediti documenti di archivi e biblioteche calabresi,
G. Russo, Esaù Ruffo da Bagnara a Castrovillari. Note da documenti inediti tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, in «Archivio Storico per la Calabria e la Lucania», LXXX, 2014, pp. 89-110.

(*) Dunque, al contrario di quanto si crede normalmente, con l'editto del 1511 non furono scacciati solo gli ebrei che rifiutavano di convertirsi, ma ormai era in vigore tacito, anche se non ancora proclamato ufficialmente, il principio della "limpieza de sangre", la purezza razziale; principio che costituirà la base del moderno antisemitismo e con il tentativo di annientamento degli ebrei, indipendentemente dalla religione che professavano, ma solo in quanto "di sangue ebraico".

(°) Nell'espulsione del 1541, invece, almeno in base a questa testimonianza, fu consentito di rimanere agli ebrei che accettassero di convertirsi. Le mie informazioni erano diverse, sapevo che l'editto era dello stesso tono di quello del 1511; cercherò di capire meglio se era diverso il testo dell'editto in proposito, se era stata Castrovillari (sempre piuttosto benevola verso i "suoi" ebrei) a prendersi questa... licenza poetica, oppure che altro.

lunedì 21 gennaio 2019

Roccella: Settimana della Memoria

Roccella Jonica, dal 23 al 29 gennaio “La settimana della memoria”
Testo e foto da Ciavula 
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Roccella Ionica, diretto da Bruna Falcone, in vista della “Giornata della memoria per tutte le vittime delle persecuzioni razziali, etniche e politiche”, ricorrenza internazionale fissata al 27 gennaio e riconosciuta dalla legge della Repubblica Italiana n. 211 del 20 luglio 2000, dedicherà quest’anno un’intera settimana, attraverso un calendario di appuntamenti culturali, alla commemorazione delle migliaia di vittime della Shoah ed alla riflessione comune sull’importanza di non dimenticare gli esiti tragici a cui condussero, come insegna la Storia, l’indifferenza, l’antisemitismo e la discriminazione razziale, le cui radici sono ancora, purtroppo, drammaticamente presenti nella società odierna.
“A differenza degli anni precedenti in cui la celebrazione della Giornata della Memoria è stata concentrata alla sola data simbolica del 27 gennaio, questa volta si è pensato di organizzare un’iniziativa più ampia, rivolta non solo agli studenti delle scuole, ai quali affidare il testimone della memoria affinché tragedie simili non si ripetano più, ma allargata anche a tutta la comunità, considerati i tempi difficili che si vivono in Europa ed i sentimenti di odio e violenza razziale che dilagano in maniera sempre più preoccupante”, spiega l’assessore comunale alla Cultura, Bruna Falcone.
La “Settimana della Memoria” si svolgerà dal 23 al 29 gennaio all’ex Convento dei Minimi alle 18.30 con un programma di eventi culturali diversificati che vedranno protagonisti associazioni, scuole e cittadini. Il programma dettagliato della manifestazione sarà presentato in conferenza stampa mercoledì 23 gennaio alle ore 18.30, nella sala “Domenico Bova” dell’ex Convento dei Minimi. Interverranno il Sindaco di Roccella Jonica, Giuseppe Certomà, e l’Assessore alla Cultura, Bruna Falcone.
Seguirà l’inaugurazione della mostra “Schegge di memoria” a cura di Domenico Scali. Ufficio Stampa Comune Roccella Jonica

Da Roccella siamo noi  (2014; si riferisce ad una mostra analoga)
Nella mostra "Schegge di memoria"
i nuovi scatti fotografici di Auschwitz di Domenico Scali
“Sento di avere un compito, una missione durante lo svolgersi della mia vita: ridare dignità alle centinaia di persone, bambini, uomini e donne, la cui esistenza è stata cancellata dalla crudeltà nazista.
E proprio come fanno le schegge che penetrano nelle carni e si insinuano nelle profondità del corpo, così sono state per me gli oggetti, i luoghi, i silenzi che ho visto con questi occhi, visitando, in più circostanze, il campo di sterminio di Auschwitz - Birkenau.
Con l'obiettivo della mia macchina fotografica ho congelato i segni tangibili di migliaia di vite umane che, ogni qual volta stampo in fotografie da esporre e fare viaggiare nel web, riprendono vita, senso; riacquistano quella dignità umana, che gli è stata negata.
È come una scheggia, che trafigge la parte più profonda dell'animo umano, che ricordo il calore emanato dall'ammasso di capelli; le scarpine e i vestitini consunti dei bambini; o la catasta di scarpe ed occhiali, messi lì, a monumento della crudeltà umana, quella nazista”.

Con queste parole, il fotografo calabrese, di Roccella Jonica, Domenico Scali, sintetizza il senso della sua prossima mostra, Schegge di Memoria, trenta scatti.
L'artista Peppe Denaro afferma in proposito che “Gli oggetti intimi: vestiti, scarpe, occhiali, utensili per la cura del corpo sono pezzi di storia personale, frammenti di vita vissuta, schegge di memoria; quelle schegge di memoria che la macchina fotografica di Domenico Scali ha congelato in immagini, quelle immagini che diventano sia documento, e quindi testimonianza; sia monumento, e cioè ricordo”.

L’Anpi provinciale di Catanzaro per il Giorno della Memoria

Giornata della memoria, anche quest'anno iniziative Anpi
Il 27 gennaio in vari comuni della provincia
Da Catanzaroinforma - Giovedì 17 Gennaio 2019

Il dovere della Memoria.
La conoscenza della Storia.
Anche per quest’anno l’ANPI, unitamente a vari Istituti scolastici, Associazioni e librerie, sarà impegnata in città e in tanti comuni, da Soverato a Botricello Soveria Mannelli e altri luoghi, per le celebrazioni del 27 gennaio Giornata Internazionale della Memoria.
“Ci preoccupa un aumento di fenomeni di antisemitismo o di razzismo in Italia e in Europa, ha detto recentemente la presidente dell’UCEI - Comunità ebraiche italiane - Noemi Di Segni. Credo che sia responsabilità delle istituzioni comprendere i motivi e non sottovalutare i segnali. Ma credo che sia anche compito di ciascuno di noi tutti i giorni nel nostro piccolo non restare indifferenti”.
Questa riflessione ci guida e ci impegna ormai da molti anni nel portare avanti iniziative, in particolare con le nuove generazioni, sulla necessità di non dimenticare gli orrori del passato. Un impegno che diventa un dovere morale, civile e politico per conoscere le tragedie del nazifascismo col suo carico di morte e dolore.
Oggi più che mai non sono consentite sottovalutazioni rispetto al clima di odio e paura sempre più diffuso in Italia e in Europa. La caccia al “diverso”, l’accanimento contro le fasce più diseredate della popolazione, la logica perversa del capro espiatorio su cui scaricare il malessere della società è qualcosa di già visto. Gli ebrei, gli oppositori politici, i disabili, gli omossessuali, i rom furono sterminati a milioni. Mantenere viva la memoria deve servire allora non solo per ricordare i morti, ma per aiutarci a comprendere il presente e lavorare per un futuro migliore.
Comitato Provinciale ANPI Catanzaro

 A Botricello
Domenica 27 Gennaio ore 17:30
Giorno della Memoria
Sala convegni - Via Rinascimento

Muri di Ieri, muri di Oggi
Proiezione del film
"Il Cammino della Speranza" di Pietro Germi
dopo il film dibattito pubblico

A Soveria Mannelli


 

Iniziative dell’ANPI di Soverato
per la Giornata Internazionale della Memoria:
Cardinale, Guardavalle, Soverato, San Vito
                
Guardavalle, mercoledì 23 gennaio, h 10  -  Soverato, mercoledì 23 gennaio, h 15

              Cardinale                                         San Vito sullo Ionio
                               sabato 26 gennaio, h 10                           lunedì 28 gennaio, h 10

Soverato, domenica 27 gennaio, h 15
I Calabresi nei lager nazisti
Incontro con Rocco Lentini
autore del libro "Nel recinto dell'inferno
Da GoogleBooks 
La storiografia sui campi di concentramento, ancora oggi piena di lacune, incertezze ed omissioni inizia - con un colpevole ritardo ventennale degli storici italiani - a metà degli anni Sessanta sulle carte accumulate per il processo del Tribunale militare internazionale di Norimberga e sull'intensificarsi dell'attività investigativa ed istruttoria della giustizia tedesca, dopo l'apertura, nel 1958, del Landesstelle di Ludwingsburg e dei processi per i campi di sterminio dell'Action Reinhard, che aprirono alla ricerca storica uno spettro documentario e problematico d'ampio orizzonte.
L'inesplorato contesto di provenienza dei deportati ha alimentato il pregiudizio che il Sud, la Calabria, e i Calabresi, sono estranei al dramma della deportazione ed al movimento di liberazione in Italia. Questo lavoro colma una lacuna, apre uno squarcio in quel muro di pregiudizio che tende, anche in questo caso, a relegare la Calabria e i calabresi ai margini delle più complesse e terribili vicende della storia contemporanea. La vicenda dei deportati calabresi vittime della bestiale furia nazista è ricostruita attraverso schede nominative precise, accoramento di doti, storie, drammi componibili in un quadro unitario riconducibile alle variegate caratteristiche del territorio calabrese e atta cultura delle Calabrie.
  

Tzigari, una storia rom

Come sappiamo, la Shoah, la cui unicità consistette (tra l’altro) nel pianificato tentativo di annientamento degli ebrei, vide anche la persecuzione e l’internamento, fino all’uccisione, di diverse realtà, come oppositori politici, disabili, omosessuali e altri ancora; ma di un solo popolo, oltre che di quello ebraico, si tentò lo sterminio, ed è il popolo dei Rom e Sinti.
In ricordo di questo sterminio (Porrajmos, devastazione, o Samudaripen, Tutti morti) mi piace condividere un bel docufilm (l’unico, forse, o comunque uno dei pochissimi, specie in italiano) che narra la vicenda di un Rom, e della sua famiglia, dagli anni del primo dopoguerra alla fine della seconda guerra mondiale.

“Tzigari, una storia rom” di Paolo Santoni
Tzigari” racconta l’incredibile storia di un rom italiano a cavallo delle due guerre mondiali, svelando pagine inedite della persecuzione razziale fascista e della partecipazione dei Rom alla guerra di resistenza.



Nella cultura rom e sinti non esiste una memoria scritta. Poco si sa dei circa 500.000 “zingari” che furono uccisi in Europa tra il 1940 e il 1945 e delle migliaia di Rom e Sinti italiani che furono internati negli 80 campi di concentramento istituiti dal regime fascista.
La testimonianza di “Tzigari” è una voce autentica che giunge diretta dall’interno del popolo rom. Costruito intorno alla sua storia, il documentario offre una prospettiva inedita ed esclusiva della Seconda Guerra Mondiale, gettando una luce nuova su alcune pagine oscure e rimosse della nostra Storia.

Per saperne di più…

Potete trovare in rete (e scaricare liberamente) un libro molto interessante:

Luca Bravi, Matteo Bassoli
Il Porrajmos in Italia.
La persecuzione di rom e sinti durante il fascismo
Ed. I libri di Emil, 2013

Potete scaricarlo presso il sito dell'editore:

Libri di Emil

(a pagina 93 il capitolo sui partigiani rom e sinti)

domenica 20 gennaio 2019

Giiorno della Memoria 2019: altre località


Mercoledì 23 gennaio 2019 a Guardavalle (CZ)
Incontro con Barbara Aiello dei ragazzi delle medie
dei ragazzi delle medie  - Ore 10,00
Il dovere della Memoria. La conoscenza della Storia. Anche per quest’anno l’ANPI, unitamente a vari Istituti scolastici - Associazioni e librerie, sarà impegnata in città e in tanti comuni, da Soverato a Botricello - Soveria Mannelli e altri luoghi, per le celebrazioni del 27 gennaio Giornata Internazionale della Memoria.
“Ci preoccupa un aumento di fenomeni di antisemitismo o di razzismo in Italia e in Europa, ha detto recentemente la presidente dell’UCEI - Comunità ebraiche italiane - Noemi Di Segni. Credo che sia responsabilità delle istituzioni comprendere i motivi e non sottovalutare i segnali. Ma credo che sia anche compito di ciascuno di noi tutti i giorni nel nostro piccolo non restare indifferenti”.
Questa riflessione ci guida e ci impegna ormai da molti anni nel portare avanti iniziative, in particolare con le nuove generazioni, sulla necessità di non dimenticare gli orrori del passato. Un impegno che diventa un dovere morale, civile e politico per conoscere le tragedie del nazifascismo col suo carico di morte e dolore. Oggi più che mai non sono consentite sottovalutazioni rispetto al clima di odio e paura sempre più diffuso in Italia e in Europa.
La caccia al “diverso”, l’accanimento contro le fasce più diseredate della popolazione, la logica perversa del capro espiatorio su cui scaricare il malessere della società è qualcosa di già visto. Gli ebrei, gli oppositori politici, i disabili, gli omosessuali, i rom furono sterminati a milioni. Mantenere viva la memoria deve servire allora non solo per ricordare i morti, ma per aiutarci a comprendere il presente e lavorare per un futuro migliore.
Comitato Provinciale ANPI Catanzaro


Venerdì 25 gennaio 2019 a Reggio
Dal gruppo Facebook dell’Associazioneculturale Anassilaos di Reggio Calabria 

Giorno della Memoria 2019
Venerdì 25 Gennaio 2019 - Ore 17,30
Incontro sul tema:
L’indifferenza del mondo
davanti alla questione ebraica
Conversazione del professor Antonino Romeo



 Spazio Open

Via Filippini 23-25 Angolo Via Giudecca
Reggio Calabria



Domenica 27 Gennaio 2019 a Castrovillari
Tesgti e immagini dal gruppo Facebook dell’Associazione Mystica Calabria 
Come ogni anno non vogliamo dimenticare, non vogliamo rimanere in silenzio di fronte a tanto orrore e anzi vogliamo tracciare un'unica linea storica che dal Medioevo, quando nel nostro territorio c'era una fiorente comunità ebraica,porti agli anni terribili del 1940-43 quando uomini, donne e bambini ebrei vissero il domicilio coatto a Castrovillari.
Siete tutti invitati a partecipare!







In un pregevolissimo articolo apparso su Archivio Storico per la Calabria e la Lucania anno LXXX (2014), "Esaù Ruffo da Bagnara a Castrovillari. Note da documenti inediti tra la fine del XV e l'inizio del XVI" a firma del noto studioso Dott. Giuseppe Russo, per la prima volta nella storia della nostra città possiamo conoscere importanti dettagli circa la descrizione minuziosa del palazzo Musitano, ubicato nella Giudeca di Castrovillari, divenuto poi proprietà della famiglia dei baroni Salituri.
Da questo prezioso lavoro possiamo dedurre dove erano la cucina, la cantina, lo studio e tanto, tanto altro ancora!
Ne parleremo Domenica 27 Gennaio 2019 perché, come ben sappiamo, il palazzo pare sia appartenuto ad un ricco mercante ebreo e potrebbe essere proprio quello il luogo della scuola e sinagoga castrovillarese.





Domenica 27 gennaio 2019
dalle 10,30 alle 13,00
Passeggiata nella Giudecca medievale, alla scoperta di nomi, usanze, rituali e storie di uomini e donne della Castrovillari ebraica. Mosè Polito, Sabatello Iudeo, Aronne Iudeo, Scialo sacerdote, Abramo Russo, Salomone aromatario, Annucia de Santo vi accompagneranno in questo viaggio storico tra viuzze strette e tortuose, vicoletti bui e silenziosi, portici e case in mattoncini rossi, con le tipiche finestrelle per l'aria e in comunicazione tra loro mediante passaggi che permettevano di accedere da un'abitazione ad un’altra senza scendere sulla via pubblica.
La Giudecca di Castrovillari racconta una vita quotidiana animata da botteghe artigiane, da fundachi e da spetiarie; un quartiere medioevale fiorente dove le industrie della seta, della tintoria, del cotone e della carta determinarono il progresso della nostra economia locale, una comunità unita e integrata.