Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

IN PRIMO PIANO: eventi e appuntamenti

27 gennaio 2019: Giorno della memoria

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martedì 15 gennaio 2019

Giorno della Memoria 2019: Iniziative a Rende e Vibo

Salvatore Bruno in LaCNews24  - lunedì 14 gennaio 2019
“Viaggio nella memoria”, la Shoah raccontata agli studenti di Rende
Inaugurata la mostra itinerante sul dramma dell'Olocausto, nell'ambito delle iniziative in calendario per celebrare il Giorno della Memoria.

Inaugurata a Rende, nell’Auditorium Giovanni Paolo II dell’istituto superiore Vincenzo Cosentino, la mostra itinerante Binario 21, Viaggio nella memoria, una installazione di 37 pannelli realizzati anche con l’ausilio di foto e documenti originali del triste periodo della deportazione degli ebrei. L’appuntamento, patrocinato dai comuni di Rende e di Tarsia, dove ha sede il campo di concentramento di Ferramonti, è stato preceduto da un percorso di studio svolto dagli alunni per consentire loro di assumere piena consapevolezza del dramma della shoah.

Importante annuncio del sindaco di Tarsia
Alla cerimonia, introdotta dal dirigente scolastico facente funzioni Antonio Iaconianni, sono tra gli altri intervenuti il sindaco di Tarsia Nicola Ameruso e l’assessore alla cultura di Rende Marta Petrusewicz. L’iniziativa rientra anche tra gli eventi organizzati a Ferramonti per celebrare il Giorno della Memoria, caratterizzata nell'edizione 2019, dalla donazione, a beneficio del Museo, di un’opera preziosa e significativa, proveniente da Riccardo Hermann, internato nel campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Si tratta di un’opera di Michel Fingesten, anche lui imprigionato a Ferramonti, tra i maggiori artisti incisori della storia. L’allestimento della mostra all’istituto Cosentino è stato curato dalla docente Adriana Bajamonte.
L’intervista è di Salvatore Bruno

Da RTICalabria  - 13 Gennaio 2019

Il Giorno della Memoria 2019 a Rende: nelle scuole e con le scuole

Oggi, di fronte alla preoccupante crescita della xenofobia e dell’egoismo sovranista, è particolarmente importante ricordare Auschwitz e commemorare le vittime dello sterminio in un confronto franco con i giovani.
In questa ottica, quest’anno, l’Amministrazione Comunale di Rende ricorderà la Shoah in collaborazione con le scuole superiori della città:
14 gennaio, ore 9,00-13,00, Auditorium Giovanni Paolo II, ITE “Vincenzo Cosentino”, la cerimonia inaugurale della Mostra Itinerante Viaggio nella Memoria - Binario 21, che resterà aperta fino al 26 gennaio.
Dal famigerato Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, negli anni 1943-45, caricati su vagoni bestiame, centinaia di ebrei e deportati politici furono deportati ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Bergen-Belsen e altri. Oggi, il binario ospita il Memoriale della Shoah, «un luogo di memoria e un luogo di dialogo e incontro tra religioni, etnie e culture diverse»
15 gennaio, ore 9,00-13,00, Sala Tokyo, Museo del Presente, con il Liceo Classico “Gioacchino da Fiore”
Tavola Rotonda: Come ricominciare a pensare dopo Auschwitz?


Da Zoom24  - 14 gennaio 2019

Giornata della Memoria, “pietre d’inciampo”
alla scuola De Amicis ed al Convitto Filangieri di Vibo

Entrambi gli istituti figurano fra le 100 scuole degne di menzione da parte del Miur. Il dirigente Alberto Capria: “Premiato le nostre iniziative pregresse sul tema”
Il 27 gennaio ricorre Il Giorno della Memoria, giornata internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto. Tale ricorrenza, alla quale le istituzioni scolastiche sono da sempre attente, è di fondamentale importanza soprattutto per le nuove generazioni.
“Il cammino dell’umanità è purtroppo costellato da stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell’odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale, resta unica nella storia d’Europa”: così si espresse il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 27 gennaio 2018 nel palazzo del Quirinale, in occasione della giornata della Memoria. Considerando il valore educativo e formativo della Giornata e, più in generale, dello studio e del confronto con un periodo storico che ha segnato la nostra epoca, il Miur quest’anno ha deciso di promuovere un’iniziativa, realizzata dall’agenzia di stampa Dire - Diregiovani e dall’Istituto di Ortofonolgia, che coinvolge 100 diversi istituti scolastici, con l’obiettivo di stimolare nei giovani una riflessione sul tema e di preservarne la memoria.
Il riferimento ispiratorio è stato l’opera dell’artista tedesco Gunter Demnig, che fin dal 1992 ha dato il via all’opera di collocazione delle pietre d’inciampo: cioè nell’installazione nel selciato antistante la casa di una vittima dello sterminio nazifascista di blocchi in pietra ricoperti da una targa in ottone sulla quale vengono incisi i dati della persona, il luogo e la data dell’arresto o della deportazione. Ispirandosi al lavoro di tale artista il Miur ha fatto realizzare delle targhe commemorative assegnate alle 100 scuole che, su scala nazionale, che si sono distinte, per momenti di riflessione socializzati e documentati sul tema della Shoah e, in generale, su quello delle discriminazioni razziali.
Fra le 100 scuole degne di menzione da parte del Miur, sono state inserite il 3° Circolo - De Amicis ed il Convitto Gaetano Filangieri, prestigiosa sede del coordinamento regionale delle Consulte degli Studenti della Calabria. Le due scuole storiche della Città, riceveranno nei prossimi giorni le targhe calpestabili, che saranno posizionate sulla soglia d’ingresso. “Ringrazio il MIUR per l’individuazione che premia il costante lavoro e le iniziative pregresse sul tema, che da anni costituisce un momento cardine nelle attività didattiche - dichiara Alberto Capria, Dirigente Scolastico del 3° Circolo De Amicis e Rettore del Convitto Filangieri. “Raccontare è stata un’esigenza dei deportati, ricordare è un nostro dovere!” Per dare la giusta e doverosa visibilità alla meritoria iniziativa, al rientro dal Viaggio della Memoria che si svolgerà dal 19 al 21 gennaio, sarà organizzata una cerimonia ed un momento di condivisione con autorità, studenti e docenti in occasione dell’installazione delle targhe.


Salvatore Bruno in LaCNews24  - sabato 27 gennaio 2018
Il ricordo della Shoah e i rischi dell’intolleranza razzista
I rigurgiti fascisti tra i temi delle iniziative organizzate nell’ex campo di internamento Ferramonti di Tarsia, nel Cosentino

Interessante questa pagina, benché si riferisca all’anno scorso. Contiene anche alcune video-interviste: a Giancarlo Elia Valori, già Presidente della Corte costituzionale; a Pina Brenner, figlia di un libraio/editore passato per Ferramonti e poi stabilitosi a Cosenza per amore; a Roberto Ameruso, sindaco di Tarsia; a Edith Fischhoff Gilboa, ex internata e autrice del libro “Vivrò libera nella Terra Promessa

[quest’ultimo non riesco a vederlo, forse è danneggiato quindi lo aggiungo io da YouTube]

domenica 13 gennaio 2019

Giorno della Memoria 2019: prime iniziative in Calabria

Prime iniziative (non UCEI) per il Giorno della Memoria 2019 in Calabria: Catanzaro, Cosenza, Rende (Unical)









Mostre a Catanzaro: "Solo per colpa di essere nati" dedicata alla Shoah
L'inaugurazione si terrà il 27 gennaio alle ore 11.00, Esclusivamente ad invito presso il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro.
Solo per colpa di essere nati è un progetto culturale inedito, promosso dalla 4culture Srls in collaborazione con E-bag Srl. Gode del sostegno della Regione Calabria grazie ad un contributo rivolto al supporto di iniziative culturali di grande rilievo, del patrocinio dellUCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Fondazione Museo della Shoah di Roma, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria e delle partnership con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, lArchivio Storico Comunale E. Zinzi di Catanzaro, la Biblioteca Comunale F. De Nobili" di Catanzaro e con il MARCH - Museo Archeologico e Numismatico Provinciale di Catanzaro.
Allinterno delle sale espositive del Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, dal 27 gennaio al 25 aprile 2019 , sarà esposto un ciclo di 30 dipinti dedicati alla Shoah, ai valori della memoria e della resistenza e numerose saranno le attività culturali di approfondimento tematico rivolte al pubblico di tutte le età, dai bambini agli adulti.
Solo per colpa di essere nati, che ha ottenuto anche il plauso della senatrice a vita Liliana Segre, è un percorso evocativo in cui molteplici linguaggi comunicativi si intersecano costantemente per narrare una della pagine più complesse del Novecento.
Ampio spazio verrà dedicato soprattutto al mondo della scuola Visite guidate, laboratori creativi e didattici risponderanno alle finalità formative ed istruttive essenziali per la crescita culturale di ogni Con il contributo della Regione Calabria Con il patrocinio di: UCEI- Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Fondazione Museo della Shoah di Roma Comune di Catanzaro Con le partnership di: Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma Archivio Storico Comunale E. Zinzi di Catanzaro Biblioteca Comunale F. De Nobili di Catanzaro MARCH (Museo Archeologico e Numismatico Provinciale di Catanzaro giovane visitatore, affinché anche tra le nuove generazioni sia vivo il ricordo di ciò che è stato, per essere vigili sentinelle contro ogni forma di persecuzione razziale e di privazione dei diritti fondamentali delluomo.
La mostra sarà aperta già in concomitanza con la ricorrenza del Giorno della Memoria del 27 gennaio 2019 e sarà fruibile sino al 25 aprile 2019.
 
Dal sito dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria
(Allegato gdm-2019-completo.docx)

Università della Calabria
Manifestazioni per il Giorno della Memoria - 2019
Uno sguardo al passato e uno al futuro
Auschwitz, 27 gennaio 1945
Organizzazione
Guerino D’Ignazio e Manlio Gaudioso,
con Paolo Coen e Angela Riggio
Segreteria organizzativa
Alessandra Carelli

Le ragioni del progetto
Nel ricorrere del 27 gennaio, Giorno della Memoria, l’Università della Calabria organizza una serie di manifestazioni. Tali manifestazioni, attivate in forma ufficiale nel 2007, sono il perno di un programma organico di educazione alla Memoria che, esteso per l’intera durata dell’anno, è concepito nei termini di una moderna educazione alla cittadinanza.
Le linee guida delle edizioni precedenti rimangono integre. Anche nel 2019 le iniziative proposte vedono nel 27 gennaio il giorno scelto dallo Stato italiano per ricordare i sei milioni di ebrei uccisi dallo sterminio nazi-fascista e, insieme, le vittime di ogni sterminio avvenuto su base ‘razziale’, sessuale, etnica o religiosa.
Le manifestazioni del 2019, realizzate in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria e la Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, si tengono martedì 29 gennaio presso l’Aula Magna dell’Università della Calabria, con un incontro dal titolo Uno sguardo al passato e uno al futuro: Auschwitz, 27 gennaio 1945. L’incontro si svolge in collaborazione con il Progetto Talmud Traduzione Babilonese: esso prevede fra l’altro la relazione della direttrice del Progetto Talmud, la prof. ssa Clelia Piperno, dal titolo Lettere da uno sconosciuto.

Martedì 29 gennaio
Arcavacata di Rende, Università della Calabria - Aula Magna
Ore 10.00
Indirizzi di saluto
Guerino d’Ignazio, Università della Calabria
Angela Riggio, USR per la Calabria

Clelia Piperno
Lettere da uno sconosciuto

Moderazione e discussione:
Manlio Gaudioso e Paolo Coen


Altre due iniziative sono previste a Cosenza
Le due immagini sono state trovate su Facebook.
Siamo naturalmente disponibili a citare gli autori titolari del copyright
se ci verrà segnalato






Mario Martire: aviatore calabrese a Mauthausen


Insieme agli ebrei, vissero la tragedia della Shoah Rom, omosessuali, disabili, e anche militari italiani che rifiutarono di combattere sotto le nere bandiere della “Repubblica” Sociale.
Alcuni di loro furono internati in campi di concentramento o di sterminio, tra di essi vi erano quelli che (come il cosentino Mario Martire a cui è dedicato questo post) non si limitarono ad abbandonare le armi, ma continuarono ad impugnarle divenendo partigiani combattenti, ridonando alla Patria parte di quella dignità perduta con le leggi razziali e l’asservimento al regime nazista.

COSENZA: COMUNE RICORDA LA FIGURA DI MARIO MARTIRE
CON LA POSA DI UNA STELE SUL PONTE CHE PORTA IL SUO NOME



MARIO MARTIRE: DAL COSENZA FINO ALLA GLORIA
Martire era nativo di Perito, una frazione di Pedace, la stessa che ha dato i natali a Ciardullo. Che, non a caso, lo inserisce, sia pure giovanissimo, tra i protagonisti del suo primo “Lupi della Sila”.
Chissu è Maruzzu Martire, lupacchiu de razza bona
e de li cchiù veraci!
A postu sempre, mai te fa nnu nquacchiu
…chissu è nnu lupacchiellu de Peraci!…
Antonio Martire nel libro “Storie e memorie”, che ripercorre la storia del centro presilano, traccia una accorata biografia dell’eroe di guerra.
Antonio Martire, “Storie e memorie”.
“… Lucida e rinverdita ritorna la mia mente e sembra poter scorgere il giovinetto Mario, festoso e gioviale tra i suoi amici, correre tra i vicoli, impegnarsi con entusiasmo e determinazione nel suo compito di ala destra quando giocava a calcio nelle file della squadra del suo paese, Pedace, e in quella dei Lupi della Sila (nella quale però era stato arretrato tra i mediani anche in virtù della sua capacità di vedere il gioco, ndr). Intelligente, esuberante e ardimentoso com’era, crescendo realizzò il suo sogno di sempre: diventare aviatore. Così, dai campi sportivi passò agli aerodromi militari per diventare pilota di valore e combattente intrepido.
Nel 1935, abbandonati definitivamente gli studi universitari perché troppo preso dalla frenesia del volo, si arruolò volontario nell’aviazione e, in breve tempo, ancora ventenne, venne incorporato col grado di sottotenente in uno stormo aereo di S-81, per andare a operare nei cieli durante la sanguinosa Guerra civile spagnola. Uscito illeso da queste imprese, grazie a una licenza premio ebbe l’occasione di poter tornare a Pedace ed essere così ammirato e festeggiato…”.
“Numerose furono le imprese compiute da Mario Martire nel corso della Seconda guerra mondiale, questa volta con il grado di tenente, al comando di una veloce squadriglia di aerei e, grazie alla sua perizia, riuscì sempre a tornare al Campo base, anche quando operazioni ad alto rischio nel settore mediterraneo avevano richiesto un elevato prezzo in termini di aerei abbattuti e uomini morti ed egli stesso aveva avuto il suo velivolo crivellato di colpi. Nelle giornate del giugno-luglio 1940 in incursioni sugli obiettivi nemici della Corsica e del Mediterraneo orientale egli spinse il proprio mezzo fino agli estremi limiti dell’autonomia di volo, facendo ritorno indenne alla base dopo avere rischiosamente centrato gli obiettivi assegnatigli. E così ancora nelle roventi giornate dell’autunno/inverno di quell’anno per le reiterate azioni sul fronte greco che gli fruttarono la prima medaglia d’argento. A questa decorazione doveva aggiungerne altre quattro per le sue fortunose operazioni in Palestina, Siria, Albania ed Egitto. “Dal Nilo a Gibilterra, dal Mar Rosso a Caifa il cielo di mille battaglie solcò vittorioso”: è questa una delle frasi scolpite sulla lapide che il Comune di Pedace ha voluto dedicare al suo eroe pluridecorato.
Alla fine della guerra, Mario Martire, sentendosi tradito nei suoi ideali più veri dalla conclusione umiliante di quello che era stato un conflitto assurdo, si arruolò nelle file dei Partigiani, agli ordini del generale Armellini, per continuare la sua battaglia e liberare l’Italia dai tedeschi. Mentre si trovava in Veneto, intento a svolgere missioni di collegamento tra gruppi partigiani e commandi alleati clandestini, una spia nazista lo scoprì e lo fece arrestare: era il 25 maggio 1944.


Mario Martire fu deportato nel campo di concentramento di Mathausen,dove morì tra atroci sofferenze il 17 febbraio 1945, a soli 35 anni e le sue ceneri vennero disperse”.Cosenza volle ricordare Mario Martire dando il suo nome nella luminosa giornata del 25 aprile 1947 al nuovo ponte sul Busento sorto sul posto che i tedeschi in ritirata nell’agosto del 1943 avevano inutilmente distrutto.
Nel 2005 è ricorso il sessantesimo anniversario della sua deportazione a Mathausen. Purtroppo nell'indifferenza generale. Soltanto nel 2014 ci si è finalmente ricordati di Mario Martire con la posa di una stele sul ponte a lui intitolato.
Questi i versi dedicati da Giovanni Formoso a Mario Martire e incisi sulla stele, realizzata in marmo di Trani.
Mario Martire! Tu, che hai esalato l’ultimo respiro col solo dolore di non poter cogliere negli occhi che si spegnevano il dolce sole della Patria. Tu, che sei entrato nel Mondo degli Eroi, sei e sarai sempre presente nel nostro spirito quale espressione purissima di fede, d’indomito coraggio, di amore tenace e fervido per questa Italia così martoriata.

lunedì 17 dicembre 2018

La fede nella luce

Prosegue la pubblicazione degli interventi (per il momento si tratta dell’ultimo) che sono stati svolti all’incontro del 3 dicembre a Reggio presso l’ITIS Pellaro - Vallauri

"LA FEDE NELLA LUCE"
Libertà d’espressione e festa delle luci

Avv. Antonino Bizzintino
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria

© - COPYRIGHT FOTO AGENZIA COMUNICAZIONE LUIGI SALSINI

La Festa delle Luci, Chanukkah, origina dalla battaglia dei Maccabei contro i Seleucidi per la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme.
Questa battaglia contro l’idolatria è oggi più che mai simbolo di ogni lotta contro la prevaricazione dell’uomo sull’uomo nonché contro ogni forma di oscurantismo. È simbolicamente la Festa della libertà di pensiero.
Potrebbe sembrare strano che la festa della libertà di pensiero tragga origine da una battaglia a scopo religioso specie perché oggi si tende ad associare alla religione o alla religiosità più in generale una connotazione negativa e oscurantista.
Chi si ferma, infatti, alla percezione della realtà esclusivamente sensoriale non può comprendere appieno la portata di questo straordinario messaggio di libertà che questa ricorrenza porta con sé. Una libertà che è strettamente legata anche all’identità, all’attaccamento alle proprie origini e alla difesa delle stesse.
Un’identità, quell’ebraica messa costantemente alla prova dalla storia, braccata dalle persecuzioni e dai pregiudizi, ma straordinariamente viva e salda.
Questa vitalità è mantenuta accesa dallo studio costante della Parola, che non ha mai cessato di operare neppure al tempo delle persecuzioni. Al tempo dell’occupazione greca, i bambini continuavano a studiare la Torah in segreto e, quando temevano di essere scoperti, giocavano alla trottola per ingannare i loro persecutori.
Lo studio della Torah, la difesa delle proprie radici e della propria cultura non cessa neppure ai tempi della persecuzione nazista.
Oggi assistiamo, specie nel mondo occidentale a un costante depauperamento del valore delle nostre radici. L’identità è vista quasi come un disvalore, come un qualcosa addirittura di cui vergognarsi. Dovremmo invece cogliere in pieno il senso di questa Festa e trasporlo alla realtà in cui viviamo. A prescindere dal proprio credo di appartenenza è fondamentale preservare la propria identità e tutelarla sempre, con coraggio e convinzione.
La “fede nella luce” è quella fede nei propri valori d’identità e libertà che sempre camminano di pari passo e sempre saranno lo scudo delle nostre coscienze.

venerdì 14 dicembre 2018

Festa delle Luci e libertà d'espressione: Hetty Hillesum e Rita Rosani

"HETTY HILLESUM: UNA SCINTILLA NEL BUIO"
Libertà d’espressione e festa delle luci

Bell’intervento svolto dall’avvocato Anna Golotta dell’Associazione Virginia Holper Monis all’incontro che si è tenuto presso l’ITIS Panella – Vallauri in occasione della festa di Chanukkah, con tema “Libertà di espressione e Festa delle Luci

L'avvocato Anna Golotta durante il suo intervento
© - COPYRIGHT FOTO AGENZIA COMUNICAZIONE LUIGI SALSINI

Gli spunti di riflessione che questo tema offre sono notevolissimi ed essere sintetici non è affatto semplice. Ad ogni modo, la mia riflessione muoverà dall’articolo 21 della Costituzione Italiana.
L’articolo 21 sancisce uno dei principi cardine della nostra architettura costituzionale, statuendo che tutti hanno il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero.
A primo acchitto, soprattutto al giorno d’oggi, questo diritto sembrerebbe essere cosa scontata, specie per i più giovani che, fruendo dei social network si trovano costantemente ad esprimere il loro pensiero difronte a milioni di individui. In realtà, l’articolo 21 è tra le norme della Costituzione forse quella più sofferta, quella che più di tutte partecipa delle sofferenze di tutti i dissidenti del regime fascista (di ogni colore politico), di tutti i perseguitati politici, di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno strenuamente combattuto per riconsegnare agli italiani uno Stato libero e democratico postergando ai valori di libertà, uguaglianza e democrazia la loro stessa vita.
A tale proposito, il mio pensiero va a due donne, due luci immortali di libertà. La prima è una giovane intellettuale olandese, Hetty Hillesum, la seconda una giovanissima maestra italiana, Rita Rosani.
Immagine dal blog MONDO MAX
Queste donne straordinarie, entrambe ebree, vivono in prima persona l’esperienza delle leggi razziali, della persecuzione e (solo la prima) della deportazione.
Sono due donne accomunate da un destino infelice cui loro stesse decideranno volontariamente di consegnarsi, la prima per condividere appieno la sorte del suo popolo, internandosi volontariamente nel campo di concentramento di Westerbork, e la seconda cadendo in battaglia durante un accerchiamento di alcuni uomini della Guardia Nazionale Repubblicana.
Entrambe queste donne ci lasciano un messaggio di libertà importantissimo.
Hetty Hillesum, nei suoi scritti Diario e Lettere (pubblicati solo nel 1982) ci lascia una importantissima eredità . Un’eredità costituita da un messaggio di amore e di perdono rivolto a Tutti. Hetty impara l’amore (che alcuni definiranno “altruismo radicale”) lì dove l’Uomo muore con tutta la sua dignità. Dove l’Essere è negato, dove ai nomi sono sostituiti numeri, dove il male sembra avere trovato la sua più pratica ed efficiente applicazione. Ebbene, proprio lì, Hetty restituisce a tutti gli internati che incontra una dignità. Di ogni storia che incontrerà ne darà testimonianza affinchè uomini popolino un’ Europa finalmente libera e democratica; quell’Europa dei Popoli sognata a Ventotene, conoscano per non ripetere e soprattutto imparino a costruire una società fondata sull’amore e sul perdono dove non c’è più spazio per l’odio. E quest’Europa, Hetty la sogna, la spera, la immagina sapendo perfettamente di non poterla vedere, sapendo perfettamente che ad attenderla ci sarà invece la morte. Ciononostante, non si arrende, scrive, si assicura che il suo messaggio non si perda, si continua ad emozionare vedendo sbocciare un germoglio d’erba dal fango. Fino alla fine, fino a quando non lascerà “il campo cantando” per andare a morire, Hetty dispenserà bellezza e speranza e lascerà a noi il compito di fare fiorire le sue parole.


Rita Rosani è invece una maestra italiana Medaglia d’oro al valor militare che, vittima delle leggi razziali, dopo l’ 8 Settembre decide di essere parte attiva della Resistenza. Fonda la Banda Aquila della quale è l’unico membro donna. La sua base è una baita sul monte Comun. Rita è una donna forte, risoluta, coraggiosa. Fortemente “Ebrea”, non rinuncia a distribuire le azzime durante la festività di Pesach. Quelle azzime diventano più che mai emblema di libertà e baluardo d’identità. Durante l’accerchiamento da parte della Guardia Nazionale Repubblicana, i suoi compagni la invitano a mettersi in salvo e lei rispondendo loro: “Vuialtri g’avi voia de scherzare!” (voi avete voglia di scherzare!”), si getta invece in prima fila nella mischia. Sarà colpita a morte con un colpo alla testa.
 
I messaggi che queste due donne straordinarie hanno lasciato a noi sono oggi più che mai attuali. Questo perché nonostante siano passati oltre settant’anni dall’abbattimento dei cancelli di Aushwitz, si assiste costantemente a rigurgiti di odio antisemita, di violenza verbale , di prevaricazione , di umiliazione del più debole.
Oggi il diritto di manifestazione del pensiero è più che usato, abusato, deviato. E se da una parte l’odio trova terreno fertile nell’indifferenza, le idee di chi è morto per lasciarci la Libertà rischiano di perdere il loro valore e di essere pericolosamente dimenticate.
Facciamoci perciò tutti testimoni di Libertà e restiamo saldi nel principio che nessun uomo possa più prevaricare su un altro uomo.

Avv. Anna GOLOTTA
(Associazione Virginia Holper Monis)