Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

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lunedì 17 dicembre 2018

La fede nella luce

Prosegue la pubblicazione degli interventi (per il momento si tratta dell’ultimo) che sono stati svolti all’incontro del 3 dicembre a Reggio presso l’ITIS Pellaro - Vallauri

"LA FEDE NELLA LUCE"
Libertà d’espressione e festa delle luci

Avv. Antonino Bizzintino
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria

© - COPYRIGHT FOTO AGENZIA COMUNICAZIONE LUIGI SALSINI

La Festa delle Luci, Chanukkah, origina dalla battaglia dei Maccabei contro i Seleucidi per la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme.
Questa battaglia contro l’idolatria è oggi più che mai simbolo di ogni lotta contro la prevaricazione dell’uomo sull’uomo nonché contro ogni forma di oscurantismo. È simbolicamente la Festa della libertà di pensiero.
Potrebbe sembrare strano che la festa della libertà di pensiero tragga origine da una battaglia a scopo religioso specie perché oggi si tende ad associare alla religione o alla religiosità più in generale una connotazione negativa e oscurantista.
Chi si ferma, infatti, alla percezione della realtà esclusivamente sensoriale non può comprendere appieno la portata di questo straordinario messaggio di libertà che questa ricorrenza porta con sé. Una libertà che è strettamente legata anche all’identità, all’attaccamento alle proprie origini e alla difesa delle stesse.
Un’identità, quell’ebraica messa costantemente alla prova dalla storia, braccata dalle persecuzioni e dai pregiudizi, ma straordinariamente viva e salda.
Questa vitalità è mantenuta accesa dallo studio costante della Parola, che non ha mai cessato di operare neppure al tempo delle persecuzioni. Al tempo dell’occupazione greca, i bambini continuavano a studiare la Torah in segreto e, quando temevano di essere scoperti, giocavano alla trottola per ingannare i loro persecutori.
Lo studio della Torah, la difesa delle proprie radici e della propria cultura non cessa neppure ai tempi della persecuzione nazista.
Oggi assistiamo, specie nel mondo occidentale a un costante depauperamento del valore delle nostre radici. L’identità è vista quasi come un disvalore, come un qualcosa addirittura di cui vergognarsi. Dovremmo invece cogliere in pieno il senso di questa Festa e trasporlo alla realtà in cui viviamo. A prescindere dal proprio credo di appartenenza è fondamentale preservare la propria identità e tutelarla sempre, con coraggio e convinzione.
La “fede nella luce” è quella fede nei propri valori d’identità e libertà che sempre camminano di pari passo e sempre saranno lo scudo delle nostre coscienze.

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