I migliori auguri ed un sentito grazie per tutta la sua opera a rav Elio Toaff!
עד מאה ועשרים
Foto da marcov
Sul sito Torah.it è possibile ascoltare alcuni dei suoi discorsi e delle sue lezioni
Da Wikipedia
Foto da Moked
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Dopo l'8 settembre 1943, con la recrudescenza della violenza nazista e le prime deportazioni italiane per i lager, Toaff, sua moglie Lea Iarach e il loro figlio Ariel fuggirono in Versilia, alterando le generalità sui loro documenti, girovagando tra mille insidie. Più volte Toaff scampò alla morte per mano nazista, ricorrendo alla propria inventiva e a tanta fortuna. Entrò nella Resistenza combattendo sui monti e vedendo con i propri occhi le atrocità ai danni di civili inermi.
Dopo la guerra fu rabbino di Venezia, dal 1946 al 1951, insegnando anche lingua e lettere ebraiche presso l’Università di Ca' Foscari.
Nel 1951 divenne rabbino capo di Roma. Oltre al suo ruolo spirituale, ha ricoperto diverse cariche nella comunità ebraica italiana: presidente della Consulta rabbinica italiana per molti anni, direttore del Collegio rabbinico italiano e dell'istituto superiore di studi ebraici, direttore dell'Annuario di Studi Ebraici. Inoltre è membro dell'Esecutivo della Conferenza dei rabbini europei fin dalla fondazione nel 1957 e dal 1988 è entrato a far parte del Praesidium.
Nel 1987, Toaff pubblicò una sua autobiografia: Perfidi giudei, fratelli maggiori (Mondadori, Milano).
L'8 ottobre 2001 Elio Toaff, all'età di 86 anni, annunciò le proprie dimissioni dalla carica di Rabbino Capo di Roma. Questa decisione venne manifestata da Toaff stesso nella Sinagoga di Roma al termine delle preghiere per il «Oshannà Rabbat». Il motivo era voler lasciare spazio e occasioni ai giovani. Grande fu la commozione tra i fedeli che erano in ascolto. Il successore alla carica venne scelto in Riccardo Di Segni.
Testo e foto da Moked
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Fra le iniziative per festeggiarlo, il Museo Ebraico di Roma insieme alla Fondazione Elio Toaff per la cultura, presentano una mostra (Auguri a Rav Toaff: omaggio a un grande ebreo italiano) allestita al Museo ebraico della Capitale.
La mostra, curata dalla direttrice del Museo, Daniela Di Castro e da Caterina Napoleone propone documenti, foto d'epoca, e testimonianze.
Fra le varie iniziative anche la pubblicazione di una raccolta di studi coordinata dalla storia Anna Foa e un documentario con la raccolta di materiali delle cineteche Rai intende ripercorrere la vita del rav Toaff, maestro di vita e guida spirituale della Comunità Ebraica di Roma per la quale è tuttora figura di riferimento.
Nel corso del suo lungo incarico rabbinico, rav Toaff ha saputo guardare al mondo esterno alla realtà ebraica e, mostrando una formidabile capacità di comprensione dei mutamenti politici e culturali del Paese, è riuscito a rendere la Comunità interlocutrice rispettata delle Istituzioni italiane, senza perdere mai di vista le proprie origini e la propria identità.
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