Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

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venerdì 7 marzo 2008

Attentato a Gerusalemme

Strage nel collegio rabbinico di Gerusalemme
Palestinese camuffato da religioso apre il fuoco: 8 morti
(di Carlo Bollino)
(ANSA) - Gerusalemme, 6 marzo - E' strage nel piu' importante collegio rabbinico di Gerusalemme ovest dove questa sera un palestinese, travestito da religioso ebreo, ha fatto irruzione aprendo il fuoco sugli studenti intenti nella lettura dei libri sacri.
Il bilancio, provvisorio, e' di otto studenti religiosi uccisi e altri sette feriti, tre dei quali in condizioni gravissime. Piu' l'attentatore, prima ferito da uno dei seminaristi che da un terrazzo del moderno edificio che ospita il collegio e' riuscito a colpirlo, e poi ucciso da un secondo studente che lo ha falciato col suo mitragliatore. La polizia e' convinta che all'attentato (il piu' grave messo a segno a Gerusalemme da molti anni) abbia partecipato anche un secondo palestinese che sarebbe pero' riuscito a fuggire. Una massiccia caccia all'uomo e' stata organizzata in tutta la citta' santa, mentre l'esercito e la polizia hanno circondato in serata l'abitazione a Betlemme di un capo della Jihad Iislamica ritenuto molto vicino all'attentatore ucciso, a sua volta originario di Gerusalemme est e militante nello stesso gruppo armato.
Il massacro nel collegio rabbinico di Merkaz ha-Rav, scuola simbolo del sionismo e culla del movimento dei coloni, e' stato accolto nella Striscia di Gaza dall'esplosione in cielo di
fuochi d'artificio.
L'attacco e' stato lanciato intorno alle 20:00 (ora locale, le 19:00 in Italia): la scuola religiosa, che si trova nel quartiere ebraico di Kiryat Moshe, non era protetta da nessuna guardia armata. L'attentatore, anche grazie al suo travestimento, ha cosi' potuto raggiungere agevolmente l'ingresso del collegio e poi dirigersi verso la biblioteca, in quel momento affollata di giovani studenti intenti alla lettura.
''Ho sentito le prima raffiche di mitra, e poi urla di panico, e grida, e ho capito cosa stava accadendo'' racconta il rabbino David Simchon, direttore del liceo. ''Ho visto due dei miei ragazzi morti riversi sul pavimento dell'ingresso - prosegue - e allora ho urlato a tutti di correre verso i dormitori e di sbarrarsi nelle camere''.
David Schalen, direttore generale degli istituti di ricerca della scuola religiosa, racconta di aver fatto nascondere sette dei suoi studenti nel sotterraneo: ''Ho ordinato loro di correre nell'interrato, di sbarrare la porta d'acciaio e di restare al buio fino all'arrivo della polizia''.
L'attentatore intanto continuava a sparare raffiche ad altezza d'uomo, falciando chiunque gli si presentasse davanti. Fino a quando non interviene Yitzhak Dadon, 40 anni, anch'egli studente nella yeshiva: ''L'eco degli spari - dice all'ANSA - giungeva dalla biblioteca, un edificio separato da quello dove invece si studia e si prega. Sono salito sul tetto e mi sono messo in attesa con il fucile spianato''.
Nel collegio rabbinico c'erano stasera circa 300 studenti, in parte abitanti a Gerusalemme e in parte provenienti dalle colonie della Cisgiordania. Fra questi, per motivi di sicurezza, non pochi erano armati. Ma nella biblioteca, la maggior parte degli allievi (in prevalenza ragazzi di circa 16 anni) erano disarmati.
''Per lunghi minuti, forse cinque, forse anche dieci, ho sentito spari continui - prosegue Itzhak - era un fucile automatico che crepitava senza tregua. Poi il terrorista e' apparso allo scoperto e ha sparato una raffica in aria, io ho abbassato la testa per non essere colpito, ma quando lui per un attimo si e' fermato mi sono rialzato e ho fatto fuoco io''. Due colpi e l'attentatore era a terra. Dopo pochi minuti e' sopraggiunto un secondo studente che imbracciava un fucile mitragliatore di quelli in dotazione ai soldati di leva, che lo ha ucciso.
''Io ho telefonato subito alla polizia - testimonia Arik Brosh, 28 anni - ma loro non mi prendevano sul serio: saranno mortaretti, mi dicevano''. Probabilmente nessuno poteva davvero credere che un attentato di queste proporzioni potesse essere compiuto nel cuore della Gerusalemme israeliana.
Poi sirene, decine di ambulanze giunte sul posto, centinaia di agenti. E i primi testimoni che raccontano l'orrore visto fra le stanze del collegio: sangue e corpi ovunque, muri crivellati di colpi, odore di morte. ''Ho visto quei cadaveri - ci dice Yerach Toker, uno dei primi soccorritori a giungere sul posto - sono ragazzi con la kippa in testa, studenti di 15 o 16 anni che ancora stringevano con le mani insanguinate i loro libri sacri''. Fuori una folla di religiosi si assiepa intorno al cordone eretto dalla polizia, urlando con rabbia ''morte agli arabi''.

Dopo attentato, cinque uccisi sotto i 18 anni
(ANSA) - Gerusalemme, 7 marzo - I responsabili del collegio rabbinico Merkaz ha-Rav hanno pubblicato i nomi degli otto seminaristi uccisi ieri da un attentatore palestinese mentre erano impegnati nei loro studi nella biblioteca dell'istituto. Cinque degli uccisi non avevano compiuto 18 anni; uno di questi aveva 15 anni.
Due delle vittime risiedevano a Gerusalemme, uno ad Ashdod (a Sud di Tel Aviv) e gli altri cinque in insediamenti diversi della Cisgiordania. I funerali si svolgeranno in mattinata, nelle localita' di residenza degli uccisi

Attentato; tutto il popolo a lutto, Rabbino Capo
(ANSA) - Gerusalemme, 7 marzo - ''Tutto il popolo di Israele e' a lutto'' ha detto il rabbino capo (sefardita) Shlomo Amar nell'elogio funebre degli otto seminaristi uccisi ieri in un attentato palestinese nel collegio rabbinico Merkaz ha-Rav di Gerusalemme. ''Adesso e' necessario che le divisioni passate siano messe da parte e che tutti gli ebrei moltiplichino le energie per dedicarsi allo studio della Bibbia. Questa e' la nostra speranza''.
Le salme delle vittime erano deposte nel cortile del collegio rabbinico su lettighe, avvolte nei loro 'talled', il manto di preghiera degli ebrei.
Gli elogi funebri dei responsabili dell'istituto si sono susseguiti in un'atmosfera mesta, ma composta. ''L'attentatore - ha affermato il rabbino Eitan Eisman - non ha scelto per caso di compiere qua il suo crimine. Qua viene istruita la generazione della fede, qua si instilla l'amore per la Terra d'Israele, qua e' iniziata la grande rivoluzione spirituale'' del sionismo religioso nazionalista.
Al termine della cerimonia, ciascuna famiglia ha preso in consegna la salma del proprio congiunto e a bordo di autobus si e' diretta verso i diversi cimiteri di sepoltura. Due dei funerali avranno luogo sul Monte degli Ulivi di Gerusalemme, a breve distanza dalla Spianata delle Moschee dove migliaia di palestinesi prendono parte alle preghiere islamiche del venerdi'. La polizia mantiene lo stato di allerta.

Attentato; fuochi d'artificio nella Striscia di Gaza
(ANSA) - Gerusalemme, 6 marzo - La notizia del sanguinoso attentato compiuto questa sera nel piu' importante collegio rabbinico di Gerusalemme ovest, e' stata accolta con i fuochi d'artificio nella Striscia di Gaza: lo hanno detto all'ANSA testimoni oculari.
Migliaia di persone sono scese in piazza sparando in aria raffiche di mitra in segno di festeggiamento. Gli altoparlanti delle moschee stanno intonando canti.
Un portavoce di Hamas, pur senza rivendicare l'attacco, ha detto che ''questa e' la risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese, e non sara' l'ultima''.

Attentato; ONU, Libia Blocca Adozione Risoluzione
(ANSA) - New York, 7 marzo - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non ha raggiunto l'accordo su una risoluzione di condanna dell'attentato a Gerusalemme Ovest. La Libia si e' opposta all'adozione del testo che aveva bisogno dell'unanimita per essere varato. Lo ha detto l'ambasciatore americano al Palazzo di Vetro Zalmay Khalilzad.
''Non c'e' stato accordo perche' la delegazione libica non ha voluto condannare l'attentato senza un riferimento agli avvenimenti a Gaza'', ha detto Khalilzad spiegando che un testo del genere sarebbe stato inaccettabile per gli Stati Uniti.
Il suo collega russo Vitaly Churkin, che ha la presidenza di turno dei Quindici, ha confermato che il Consiglio non ha trovato l'accordo e ha deplorato la situazione affermando che l'attentato di Gerusalemme ''meritava di essere trattato a parte''.

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